Primi piatti Verdure

Fusilli alla crema di finocchi, asparagi e spinaci con mandorle e ricotta salata

16 aprile 2018

Ultimamente faccio fatica a scrivere. E’ come se fossi frenata. Non riesco a trovare le parole giuste e nemmeno i pensieri giusti da condividere. Eppure, di pensieri che mi girano per la testa ce ne sono tanti, come sempre. O forse ancora di più. E’ che un conto è riversarli sul mio diario, in modo scombinato, un po’ come capita, un conto è “filtrarli” e metterli qui.

Nella mia testa ci sono pensieri di tutti i tipi, che si mescolano tra loro dando vita a stati d’animo differenti, bizzarri e incoerenti, che si alternano e a volte si sovrappongono. E’ che non sono mai stata una persona coerente. Mi manca la rigidità. Non sono il tipo di persona che dice basta, ad esempio, e che poi basta davvero. Mi piace sentirmi libera, non solo di cambiare idea, ma anche di cambiare umore. Di ridere e piangere nello stesso momento, se capita, senza sentirmi necessariamente “strana” o “pazza”. O di sentirmi felice e allo stesso tempo un po’ triste, o viceversa. Che non è la stessa cosa di ridere e piangere insieme.

E’ che per me scrivere non è un semplice esercizio di stile. Non è qualcosa di meccanico. Scrivere è aprire il cuore e andare a caccia di emozioni. E’ dare forma ai pensieri. E’ diventare trasparenti. E’ rendersi accessibili. Perlomeno nel modo in cui lo faccio e lo intendo io. E’ che non so farlo in altro modo.

Le giornate, qui, sono quasi sempre belle e anche quando è grigio e piove, poi torna sempre il sole. E se non torna, si sente che la temperatura è tiepida. Si sente che l’inverno si è arreso o forse, più semplicemente, ha capito che non era più il suo momento e che bastava così.

Arrenderci, certe volte, è un po’ quel che dovremmo imparare a fare anche noi. Chissà perché si pensa sempre che arrendersi sia un qualcosa di negativo, di sbagliato. Come se “arrendersi” significasse solo “perdere”. “Perdere” inteso come “essere sconfitto”, “essere vinto”, “essere battuto”. Invece no, perché molte volte, “arrendersi”, “arrenderci”, è l’unico modo che abbiamo per salvarci.

Bisognerebbe imparare a capire quando è sufficiente. Quando “basta così”. E’ che l’ostinazione spesso ci domina. Che sia per retaggio culturale, o perché è così che ci hanno educati, o chissà per quale altro strano motivo, ma davvero certe volte bisognerebbe imparare a metterci un punto. Mettercelo con la testa, con il cuore e con la pancia.

Non è facile, certo…ma sprecare la vita, che sia un giorno, un mese, un anno o forse più, non è forse peggio? Sprecare la vita a rincorre, intendo. Sprecarla a sperare o a immaginare finali o scenari diversi.

Certo, a parole sembra tutto facile, perché la teoria è più che acquisita. Sono certa che se “l’arte di arrendersi” fosse una materia di studio alla facoltà di vattelapesca, prenderei un bel 30. E’ la pratica quella che fotte. E’ quella che mi fotte sempre. E’ che mica è facile fermare i pensieri. Mica è facile pensare “basta così” e poi farlo davvero. Come si fa? Cioè, sicuramente fino alla fine ci si riesce, ma mica ci si arriva da un momento all’altro. C’è bisogno di tempo…e quello, il tempo intendo, intanto passa e per certi versi lo sprechiamo. Certe volte mi sembra di sprecarlo. Magari non è così. Magari è solo tempo necessario.

Rincorrere pensieri, persone, progetti o qualsiasi altra cosa, però, toglie energie, lascia senza fiato e con l’aggravante che spesso, nel rincorrere qualcosa o qualcuno, perdiamo di vista il bello che c’è, quel che abbiamo. Il nostro presente. Noi stessi. Perdiamo di vista la realtà.

E’ che noi comuni mortali il tasto on/off non del narcisista non ce l’abbiamo. Mica accendiamo e spegniamo i pensieri, i desideri e le emozioni a comando. Noi comuni mortali abbiamo bisogno di tempo. Siamo un tutt’uno con il tempo e forse è proprio vero che è il tempo la cura. Che è il tempo a guarire tutte le ferite, anche quelle che ci provochiamo da soli, per ostinazione.

E visto che il tempo è oro, oggi vi lascio una ricetta velocissima che però vi farà fare un figurone. Un primo piatto ricco di verdure, gustoso e tutto verde, come la speranza :) Una crema di asparagi, finocchi e spinaci che abbraccia i fusilli, coccolandoli e proteggendoli. Le mandorle tostate e la ricotta salata lo completano, insieme alle note di limone. Spero che la mia idea vi piaccia.

Vi auguro un buon inizio settimana!

Youth

Fusilli alla crema di finocchi, asparagi e spinaci con mandorle e ricotta salata

Per 3 persone

Piatto: Primo piatto
Cucina: Italiana
Ingredienti
  • 240 gr di fusilli
  • 500 gr di asparagi
  • 80 gr di spinacini
  • 30 gr di mandorle tostate e tritate grossolanamente
  • 1 grosso finocchio
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 limone (la scorza grattugiata)
  • 1 cucchiaino di miele di acacia
  • q.b. di sale, pepe, olio evo
  • q.b. di ricotta salata
Istruzioni
  1. Mondate e lavate le verdure. 

  2. Private gli asparagi delle parti più fibrose e separate le teste dai gambi. Affettate i finocchi.

  3. Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua, salatela e quando inizierà a bollire, tuffateci dentro i gambi degli asparagi e i finocchi, tenendone da parte qualche fetta. Quando saranno diventati morbidi, tirateli su con una schiumarola. Trasferiteli nel bicchiere del frullatore a immersione, aggiungete un cucchiaio d'olio, 20 gr di spinacini e frullate tutto fino a ottenere una crema. Aggiustate di sale. Se necessario, aggiungete un po' dell'acqua di cottura delle verdure. Tenete da parte.

  4. Mettete un'ampia padella antiaderente su fiamma basso, aggiungete dell'olio, lo spicchio d'aglio tritato finemente e la scorza di limone grattugiata. Quando sentirete salire profumo, aggiungete le teste degli asparagi e il finocchio tenuto da parte, affettato sottilmente. Salate, pepate, aggiungete il miele e fate cuocere per qualche minuto. Spegnete, aggiungete gli spinacini e coprite con un coperchio.

  5. Cuocete la pasta nella stessa acqua in cui avete sbollentato le verdure. Scolatela al dente (tenendo da parte un po' dell'acqua di cottura) e saltatela in padella insieme agli asparagi, finocchi e spinaci. Aggiungete la crema di verdure e se necessario un po' dell'acqua di cottura. Mescolate bene, spegnete e mantecate con un po' di ricotta salata grattugiata.

  6. Distribuite la pasta nei piatti di portata, completate con le mandorle tostate, con altra ricotta salate, un filo d'olio e servite subito. 

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8 Comments

  • Reply Ipasticciditerry 16 aprile 2018 at 15:04

    L’arte di arrendersi io non ce l’ho più, l’ho consumata e ora è difficile che mi arrendo, se una cosa non mi convince completamente. La mente che macina pensieri a ruota libera invece ce l’ho e l’ho sempre avuta. Diciamo che ho imparato a dominare i pensieri e lasciar correre liberi solo quelli che mi fanno meno male, quelli più gioiosi e sereni. Cerco di non farmi travolgere dagli eventi insomma … E speriamo di riuscirci fino in fondo. Questo piatto me lo mangerei anche adesso, che ho finito dampoco di pranzare. Ottimo direi. Buona settimana Mary, un abbraccio grande

    • Reply m4ry 16 aprile 2018 at 20:40

      Eh…infatti, per quello dicevo che in teoria sono imbattibile, è la pratica che mi frega. Anche io faccio fatica ad arrendermi, ma razionalmente mi rendo conto che in alcuni casi bisognerebbe avere la capacità di farlo. Terry, questa pasta è buonissima. Ieri ne è avanzata un po’ e stasera l’ho ripassata in forno con un po’ di mozzarella…bonaaaa! Un abbraccio :*

  • Reply Francesca 16 aprile 2018 at 20:26

    Giuliano ha scritto una canzone che si intitola “Basta così”, mica a caso… peccato che non abbia detto anche quali siano le istruzioni per riuscirci… :-) Per chi lotta ed è tenace, credendoci davvero, arrendersi non è facile… però è vero che non è un fallimento, nè un alzare bandiera bianca vigliaccamente… è semmai un volersi bene, un capire quando è arrivato il momento di impiegare le energie in altro modo, ecco! Un po’ come quel perdere che equivale al vincere, nelle situazioni che sappiamo bene… e allora è un arrendersi col sorriso, è un deporre le armi, è pensare a ciò che conta ed è ripulire la mente, come se usassimo solo verdure fresche, sane e verdi! I fusilli sono uno dei formati di pasta corta che preferisco, allunga il piatto e aggiungici tanta speranza, oltre alla ricotta salata… :-)

    • Reply m4ry 16 aprile 2018 at 20:59

      Sì, era proprio questo che intendevo dire…non è mai facile lasciar andare qualcosa per cui ci si è battuti, soprattuto se si è investito tanto, ma l’amore per noi stessi e il nostro star bene, ad un certo punto, vanno anteposti a tutto. E’ che come diciamo sempre la testa, ci arriva subito…sono cuore e pancia che ci mettono un po’ di più. Ma ci si arriva, pian piano :)

  • Reply zia Consu 17 aprile 2018 at 18:52

    Imparare ad “arrendersi” nel senso in cui lo descrivi tu, non è per niente facile ma farebbe così bene alla salute! Io non ho ancora imparato ma ci sto lavorando duramente ^_*
    Golosissimi i tuoi fusilli, sono un vero inno alla primavera appena sbocciata!

    • Reply m4ry 22 aprile 2018 at 20:52

      Farebbe bene a tutti…penso ci si arrivi, prima o poi, ma non è facile. Non lo è affatto. Ti abbraccio e grazie :*

  • Reply Simo 19 aprile 2018 at 21:42

    …potrei averle scritte io le tue parole…sai che su molte cose noi due siamo in sintonia….
    E che dire della pasta?! Che mi intriga un sacco, squisita è dire poco!

    • Reply m4ry 22 aprile 2018 at 20:52

      Bacione amica, grazie di cuore <3

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