La musica ha vita propria: si muove, respira. Alcuni brani svaniscono in fretta, persi nella memoria, mentre altri resistono al tempo e diventano ricordi. Seduto immobile davanti al giradischi, fissando il disco che ruotava, Jeongwon pensò a suo fratello. «Jeongwon, secondo te i ricordi sono una forza o un peso?» gli aveva chiesto una volta. All’epoca non aveva saputo cosa dire. Ora, però, se gli avessero posto di nuovo la stessa domanda, avrebbe risposto senza esitazione che i ricordi sono una forza.
Un insolito negozio di sogni e vinili, di Lim Jin Pyung e Koh Hee Eun
Cheesecake al limone e noci pecan con prugne arrosto e Buon compleanno a me.
In questi giorni di vacanza mi sta facendo compagnia Un insolito negozio di sogni e vinili, di Lim Jin Pyung e Koh Hee Eun, e non avrei potuto scegliere lettura migliore per questo momento.
Il romanzo racconta di Jeongwon che, dopo aver perso la sua famiglia, decide di aprire in un quartiere periferico di Seul un piccolo negozio per vendere la grande collezione di vinili appartenuta a suo padre. Quello che nasce quasi come un ultimo gesto prima di lasciarsi tutto alle spalle finisce, poco alla volta, per trasformarsi in un luogo di incontro e in una sorta di rifugio per persone che, per ragioni diverse, portano addosso le proprie ferite. A unirle sono i dischi e la musica, capace di far riaffiorare ricordi, creare legami e, qualche volta, rimettere in movimento qualcosa che sembrava essersi fermato.
È una storia malinconica e delicata, ma allo stesso tempo piena di calore e speranza. Una di quelle letture che scorrono con piacere e che trovo perfette per questi giorni lenti, in cui mi sto rilassando moltissimo, sto lasciando andare tante cose… e ne sto accogliendo di nuove, come tutti quei progetti che avevo in mente e che finalmente hanno preso forma.
Sono arrivata alle mie ferie stanchissima, satura. Avevo bisogno di rallentare. E forse avevo bisogno anche di fermarmi un momento a guardare dove sono arrivata. Credo si tratti di consapevolezza, o qualcosa del genere.
Il 17 agosto è il mio compleanno.
Quando ho aperto questo blog avevo compiuto da pochissimo 39 anni (vi prego, non mettetevi a fare i conti per capire quanti ne ho adesso, tra l’altro, non lo so con esattezza nemmeno io e non ho ancora capito se ci faccio o ci sono… ahahahahah!) e da allora, tra queste pagine, è passata una parte enorme della mia vita.
Sono cambiate tante cose. Sono cambiata io, è cambiato inevitabilmente il blog ed è cambiato anche il mio modo di viverlo.
A proposito di blog, non so se avete notato il restyling. Il nuovo header è ricco di piccoli dettagli che per me hanno un significato preciso: sul timbro postale c’è la data del mio primo post, c’è la mongolfiera, simbolo a me caro e già presente nel vecchio logo, e ci sono i papaveri, che inevitabilmente mi riportano al mio amato nonno Ciccillo.
E poi c’è quel piglio un po’ vintage che continua ad appartenermi, perché è inutile, sento una gran nostalgia del passato. O forse, più precisamente, sento nostalgia di un certo romanticismo del passato e di quella meravigliosa liturgia dell’attesa che sembra svanita nel nulla.
È anche per questo che ho voluto dare all’header le sembianze di una vecchia cartolina. Una di quelle cartoline che partivano dai luoghi di vacanza e che, qualche volta, arrivavano persino dopo di noi. Tornavi a casa e nei giorni successivi continuavi a trovarle nella cassetta delle lettere. Piccoli saluti da posti lontani, scelte con cura, scritte a mano, affrancate e spedite pensando a qualcuno.
Forse è anche quella forma di attesa che mi manca ed è strano che lo dica proprio io, che mi sono sempre considerata una persona un po’ impaziente… ma nella vita si cambia, giusto?
Comunque, riprendendo il filo del discorso, ci sono stati anni in cui avevo un bisogno quasi incontenibile di creare, cucinare, fotografare, scrivere e condividere. E momenti in cui tutto questo è diventato più faticoso. Non necessariamente meno importante, ma più difficile da incastrare nella vita di tutti i giorni e, qualche volta, anche meno spontaneo.
Negli ultimi mesi, però, qualcosa ha ricominciato a muoversi.
E così, poco alla volta, qualcosa ha cominciato a prendere forma. L’atelier, innanzitutto, ma anche tanti piccoli e grandi progetti che per molto tempo sono esistiti soltanto nella mia testa e che, uno dopo l’altro, sono diventati reali. Ci sono state mille cose da immaginare, scegliere, organizzare e portare a termine, ma questa volta avevo la sensazione che tutto andasse nella stessa direzione: verso di me.
E adesso che finalmente posso fermarmi e guardare tutto con un po’ di distacco, mi accorgo di una cosa che ho quasi paura di dire ad alta voce: sto vivendo una fase positiva. E me ne rendo conto. La sento, la vedo, la tocco.
Sì, l’ho detto. Forse non avrei dovuto, ma l’ho fatto… E sono felice.
Una delle cose che mi rende più felice in questo momento è proprio il mio nuovo spazio creativo.
Ho lasciato in panchina l’Olympus e sono tornata a fotografare con la mia Nikon D750, la macchina che per anni ho utilizzato per le mie fotografie di food, quando avevo ancora voglia di costruire set, scegliere fondali e stoviglie, spostare tavoli, inseguire la luce e passare ore intorno a una singola ricetta.
Poi, con il tempo, tutta quella preparazione aveva cominciato a pesarmi. L’idea magari arrivava, ed era anche chiarissima nella mia testa, ma tra quell’intuizione e la possibilità concreta di trasformarla in una fotografia si mettevano in mezzo troppe cose, come trovare lo spazio, montare il set, spostare tutto, fotografare e poi, naturalmente, rimettere ogni cosa al suo posto.
E qualche volta, in mezzo a tutti quei passaggi, si perdevano proprio le cose più importanti e cioè la voglia e l’entusiasmo.
Il nuovo atelier ha cambiato completamente questa dinamica. Il set è sempre lì, pronto ad attendermi, e questa, per me, è una benedizione.
Ora tra un’intuizione e la possibilità di assecondarla non c’è praticamente più nulla. Posso entrare, prendere la macchina fotografica, scegliere un fondale, spostare un piatto e cominciare. Posso concentrarmi unicamente sulla fase creativa e seguire un’idea nel momento stesso in cui arriva. Posso nutrirla.
È esattamente quello che è successo con le fotografie di questa cheesecake.
Mi sono presa tutto il tempo che volevo. Ho costruito e modificato la scena, cambiato inquadrature, spostato oggetti, seguito la luce e mi sono lasciata guidare da ciò che vedevo attraverso l’obiettivo.
E mi sono divertita. Mi sono divertita davvero. E non accadeva da tempo. La sensazione è stata quella di essere tornata ai primi tempi… ed è stato bellissimo.
Forse una delle cose più belle di questo periodo è proprio questa, aver ritrovato il piacere di fare alcune cose senza sentire che devo farle.
E allora questa cheesecake è diventata, quasi inevitabilmente, anche la mia torta di compleanno e anche quella di questo blog, che il 12 settembre compirà esattamente 15 anni.
Il 17 agosto è arrivato e quest’anno ho deciso di farmi gli auguri così: con un dolce preparato esattamente come piace a me, con il tempo necessario per pensarlo, provarlo, fotografarlo e, naturalmente, mangiarlo.
Buon compleanno a me.
A presto,
M. 🌿
🎧 This Must Be the Place (Naive Melody), Talking Heads





🌿🌿🌿

E visto che di torta di compleanno si tratta, direi che è arrivato il momento di raccontarvela un po’ più da vicino.
Sono partita dalla mia base collaudata per le cheesecake cotte, modificandola però per darle un carattere un po’ diverso. Ho preparato un fondo di biscotti Digestive e noci pecan, tostate in padella insieme al pepe nero per farne sprigionare tutto il profumo, a cui ho aggiunto sciroppo d’acero e burro leggermente salato.
La crema è al limone, preparata con formaggio spalmabile e crème fraîche, e volutamente non troppo dolce: nella mia versione utilizzo 170 g di zucchero, che per il mio palato danno un risultato equilibrato e per nulla stucchevole. Se amate cheesecake più dolci, potete tranquillamente arrivare a 200 g.
Sulla superficie ho aggiunto un ulteriore strato di crème fraîche appena zuccherata e, per finire, prugne arrostite con zucchero, sumac, pepe nero e sale, completate da qualche rametto di timo limone fresco.
Il risultato è un gioco di contrasti che mi piace moltissimo: la dolcezza delle prugne, la freschezza del limone e della crème fraîche, la nota tostata delle pecan, quella speziata del pepe e l’acidità leggermente fruttata del sumac.
Ma la cosa che mi ha conquistata più di tutte è la consistenza: cremosa, setosa, compatta quanto basta e tutt’altro che asciutta. Anche questa volta ho scelto la cottura a bagnomaria, che per le cheesecake alte rimane la mia preferita proprio per il risultato che riesce a regalare.
E a questo proposito, una piccola nota sulle fotografie. Se in qualche scatto vedete la fetta leggermente più morbida e meno sostenuta, non dipende dalla consistenza della cheesecake appena uscita dal frigorifero. Semplicemente, fuori c’era il caldo di agosto e io, presa dalla mia ritrovata felicità fotografica, ho sottoposto quella povera fetta a una sessione decisamente più lunga di quanto sarebbe stato ragionevole.
Alla fine ha ceduto prima lei di me.
E ora direi che possiamo passare alla ricetta.

Cheesecake al limone e noci pecan con prugne arrosto
Una cheesecake al limone alta e cremosa, cotta a bagnomaria, con una base croccante di biscotti Digestive e noci pecan tostate al pepe nero, uno strato di crème fraîche e una finitura di prugne arrosto con sumac, sale e pepe. Il timo limone fresco completa il dolce con una nota aromatica e agrumata.
Per uno stampo a cerniera da 18 cm
Ingredienti
Per la base
- 160 g di biscotti Digestive
- 50 g di noci pecan
- 75 g di burro leggermente salato
- 2 cucchiai di sciroppo d’acero
- 5-6 macinate di pepe nero
Se non utilizzate burro salato, aggiungete alla base un pizzico di sale.
Per la crema al formaggio
- 420 g di formaggio spalmabile light o anche classico
- 200 g di crème fraîche
- 170 g di zucchero
- 2 uova medie
- 1 limone, succo e scorza finemente grattugiata
- 1 pizzico di sale
La quantità di zucchero indicata dà una cheesecake dolce ma equilibrata, senza risultare eccessivamente zuccherina. Se preferite una cheesecake più dolce, potete aumentare lo zucchero fino a 200 g.
Per lo strato di crème fraîche
- 200 g di crème fraîche
- 20 g di zucchero a velo
Per le prugne arrosto
- 400 g di prugne
- 50 g di zucchero semolato
- 1 cucchiaino abbondante di sumac
- 1 pizzico di sale
- pepe nero macinato al momento
Per completare
- qualche rametto di timo limone fresco
- sumac, se necessario
- pepe nero, se necessario
Preparazione
Preparate la base
Tostate le noci pecan in una padella asciutta insieme a 5-6 macinate di pepe nero, muovendole spesso per evitare che brucino. La tostatura permetterà sia alle pecan sia al pepe di sprigionare maggiormente i loro aromi.
Lasciate intiepidire, quindi tritate le pecan insieme ai biscotti Digestive.
Aggiungete il burro leggermente salato fuso e lo sciroppo d’acero e mescolate fino a ottenere un composto uniformemente umido.
Rivestite il fondo di uno stampo a cerniera da 18 cm con carta forno e distribuitevi il composto, pressandolo accuratamente e formando uno strato uniforme solo sul fondo dello stampo.
Cuocete la base in forno statico preriscaldato a 170°C per 8-10 minuti.
Sfornate e lasciate intiepidire.
Abbassate la temperatura del forno a 150°C, sempre in modalità statica.
Preparate la crema al formaggio
Lavorate brevemente il formaggio spalmabile con lo zucchero, soltanto fino a ottenere un composto cremoso e omogeneo.
È importante non lavorare eccessivamente la crema e non incorporare troppa aria, per ottenere una cheesecake dalla consistenza compatta e cremosa e limitare il rischio che si creino crepe durante la cottura.
Aggiungete la crème fraîche e il pizzico di sale e amalgamate delicatamente.
Incorporate le uova, una alla volta, lavorando il composto il minimo indispensabile.
Unite infine il succo e la scorza finemente grattugiata del limone.
Versate la crema sulla base ormai intiepidita e livellate delicatamente la superficie.
Cuocete la cheesecake a bagnomaria
Proteggete accuratamente l’esterno dello stampo a cerniera con più strati di foglio di alluminio, in modo che l’acqua non possa penetrare all’interno.
Sistemate lo stampo in una teglia più grande e versate nella teglia acqua già calda, arrivando indicativamente a metà altezza dello stampo.
Cuocete la cheesecake in forno statico a 150°C per circa 65-75 minuti.
Iniziate a controllare la cottura dopo circa 65 minuti. I bordi dovranno apparire rassodati, mentre il centro dovrà essere ancora leggermente tremolante muovendo delicatamente lo stampo.
Non aspettate che il centro risulti completamente fermo: la cheesecake continuerà ad assestarsi durante il raffreddamento.
Aggiungete lo strato di crème fraîche
Mentre la cheesecake cuoce, mescolate i 200 g di crème fraîche con 20 g di zucchero a velo, fino a ottenere una crema liscia.
Quando la cheesecake avrà raggiunto la giusta consistenza, estraetela dal forno e togliete lo stampo dal bagnomaria.
Lasciate il forno acceso a 150°C statico.
Distribuite delicatamente la crème fraîche zuccherata sulla superficie della cheesecake, formando uno strato uniforme.
Rimettete immediatamente la cheesecake in forno, questa volta senza bagnomaria, e proseguite la cottura a 150°C statico per altri 8-10 minuti.
Spegnete il forno e lasciate riposare la cheesecake al suo interno, con lo sportello socchiuso, per circa 30 minuti.
Estraetela dal forno e lasciatela raffreddare completamente a temperatura ambiente.
Trasferitela quindi in frigorifero e lasciatela riposare per almeno 6 ore, preferibilmente per tutta la notte.
Preparate le prugne arrosto
È preferibile preparare le prugne il giorno in cui servirete la cheesecake, in modo che mantengano una consistenza piacevole, il loro colore e l’aspetto lucido della frutta appena arrostita.
Tagliate le prugne in quarti o in spicchi piuttosto generosi e disponetele in una teglia.
Aggiungete 50 g di zucchero semolato, il sumac, un pizzico di sale e una generosa macinata di pepe nero.
Mescolate delicatamente in modo da distribuire uniformemente il condimento e lasciate riposare le prugne per circa 10 minuti.
Cuocetele in forno statico preriscaldato a 200°C per circa 15-20 minuti.
Controllatele durante la cottura: dovranno risultare morbide e lucide e aver rilasciato parte dei loro succhi, ma dovranno mantenere la forma senza disfarsi.
Lasciatele raffreddare completamente e conservate il fondo di cottura.
Completate la cheesecake
Sformate la cheesecake quando sarà completamente fredda.
Disponete sulla superficie le prugne arrosto ormai fredde, evitando di coprire completamente lo strato di crème fraîche.
Aggiungete qualche cucchiaino del loro fondo di cottura e completate con pochi rametti di timo limone fresco, distribuendoli in modo irregolare tra le prugne.
Il timo limone, oltre ad aggiungere una nota fresca e agrumata che si accorda con il limone e il sumac, crea un piacevole contrasto cromatico con il colore intenso delle prugne.
Se necessario, completate con un ultimo pizzico di sumac o una leggera macinata di pepe nero.
Conservate la cheesecake in frigorifero fino al momento di servirla.

Perché cuocere la cheesecake a bagnomaria?
La cottura a bagnomaria è il metodo che preferisco per le cheesecake cotte, soprattutto quando sono alte come questa. L’acqua crea nel forno un ambiente più umido e, soprattutto, rende la trasmissione del calore più dolce e uniforme.
In questo modo la crema cuoce gradualmente, senza subire sbalzi di temperatura. Il risultato è una cheesecake dalla consistenza più liscia, cremosa e vellutata, con bordi che non rischiano di cuocere troppo prima che il centro sia pronto.
La cottura delicata aiuta inoltre a evitare che la cheesecake si gonfi eccessivamente, si asciughi o si crepi in superficie durante il raffreddamento.
Per una cheesecake alta, quindi, il bagnomaria richiede una piccola accortezza in più, ma secondo me ne vale decisamente la pena.
Unica accortezza: se utilizzate uno stampo a cerniera, proteggetelo molto bene dall’acqua.

Qui sul blog trovate moltissime altre ricette di cheesecake perché, inutile girarci attorno, è uno dei miei dolci preferiti.
Vi lascio qualche link: Cheesecake all’arancia, limone e vaniglia con cottura a bagnomaria; Cheesecake con salsa mou salata, cioccolato croccante e pop-corn; Cheesecake alle albicocche e mandorle. E se non avete voglia di accendere il forno: Cheesecake senza cottura alle fragole e pistacchi. Inserendo nel motore di ricerca del blog la parola cheesecake, ne troverete molte altre.

Valori nutrizionali indicativi
(calcolati per 100 g di prodotto)
Per 100 g:
• Energia: circa 264 kcal
• Proteine: circa 4 g
• Carboidrati: circa 24,2 g
• di cui zuccheri: circa 18,7 g
• Grassi: circa 17,1 g
• di cui saturi: circa 9,4 g
• Fibre: circa 0,8 g








4 Comments
Buon Compleanno Amore mio, felice che tu sia seeena, felice
Di aver contribuito al tuo spazio con le mie pitture e il resto.
Buon compleanno Amore della mia vita 🎈
<3
Avevo visto queste foto su instagram proprio in agosto e mi ero ripromessa di venirle a vedere da vicino, a leggere cosa le avessero ispirate. E’ molto bello il nuovo header, è deliziosa la cheesecake, le foto sono davvero stupende e avere un set pronto a disposizione dev’essere davvero una figata! complimenti
Ciao Marina! Grazie di cuore per il tuo commento. Sono davvero felice di essere riuscita a ritagliarmi all’interno di casa uno spazio tutto mio, anche perché non ti nascondo che quella stanza, prima, era diventata una sorta di “ripostiglio”, piena di cose che ormai non utilizzavamo più. Ci passavo davanti e mi infastidiva. Così, mi sono (finalmente) decisa a trasformarla completamente. Una vera coccola, ecco. Un abbraccio e ancora grazie <3