Biscotti Frammenti di vita

Frolla arrotolata all’avena e nocciole con confettura di prugne goccia d’oro

24 Maggio 2026
Frolla rustica all’avena e nocciole con confettura di prugne e cucchiaino di marmellata.
Dopo undici anni sono tornata ad Amsterdam (ve ne avevo già parlato tra queste pagine,QUI). E la sensazione è stata quella di ritrovarmi esattamente nella stessa città di allora. Una città che ride e che ti fa sentire bene.

Viva, vitale, colorata, piena di contrasti e di volti tutti diversi tra loro. Una città che profuma di erba (e in certi momenti, quasi ti stordisce), zucchero caramellato, cioccolato e patatine fritte, con le biciclette che ti sfrecciano accanto e le sue case storte e sottili che sembrano ricamate sul bordo dei canali.

In quattro giorni (che in realtà sono stati tre) ho percorso 47 km a piedi. Ho visto sole, pioggia, vento e grandine nello stesso pomeriggio. Ho avuto freddo, con la sensazione di aver rimesso accidentalmente un piede nell’inverno.

Sono tornata a casa con 410 fotografie da sviluppare e alcuni sapori ancora addosso. Quello dei biscotti al cioccolato di Van Stapele (che vorrei provare a replicare). Quello delle patatine fritte con Cheddar e Spicy mayo di Fabel Friet (le più buone di Amsterdam, giuro!) e quello dello stroopwafel di Hans Egstorf mangiato ancora caldo per strada, con il caramello salato che filava.
 
Mi porto dietro il romanticismo dei canali, l’eleganza del Jordaan, con tutti i suoi negozietti, caffè e ristoranti, i negozi di dischi, gli artisti di strada, la trasgressione del De Wallen e le vetrine del sesso illuminate nella notte, così esposte eppure così distanti, parte naturale di una città che sembra non avere paura dei desideri, delle contraddizioni e della libertà. E quella prostituta che mi ha imprecato contro pensando che la stessi fotografando, mentre in realtà non l’avevo nemmeno vista, perché di spalle alla Old Church, stavo scattando una foto all’insegna pittoresca del Quartier Putain, una caffetteria del Red Light District.
 
Il giro in barca sui canali, l’Heineken Experience, le risate dentro al Sex Museum, i tavoli condivisi e la stanchezza di chi ha camminato troppo (davvero troppo) senza voler smettere mai, perché il desiderio della scoperta vinceva su tutto.
 
La copia della Universal Declaration of Human Rights trovata sul comodino della mia camera d’hotel, lasciata lì per ricordare qualcosa che continuiamo troppo spesso a dare per scontato.
 
E infine la casa di Anne Frank. Suggestiva. Il ripercorrere mentalmente le pagine del suo diario. E quel “mai più”, quel “never again”, con cui ci riempiamo la bocca. Un monito che dovrebbe avere un valore universale, mentre invece si è trasformato in un modo di dire ipocrita, vuoto e senza senso. Si è perso di vista il suo peso e il suo significato. E quanto sta accadendo sotto i nostri occhi, una vera e propria mattanza, ne è la prova.
 
E quel cinque dato a un uomo solo, seduto in Piazza Dam sulla sua carrozzina, con una bandiera palestinese che svettava sopra tutto il resto. Un piccolo gesto, con il valore simbolico di un abbraccio e della condivisione di un pensiero.
 
Forse è questo che fa Amsterdam. Ti fa sentire libero, non giudicato, euforico, leggero. Ti lascia addosso immagini ed esperienze completamente diverse tra loro che però convivono alla perfezione.
 
Undici anni dopo, Amsterdam era ancora lì. Bellissima, imperfetta, viva. E in qualche modo anche io ero ancora lì, perché ho ritrovato le stesse emozioni, lo stesso stupore e lo stesso entusiasmo di allora.

Vi lascio qualche scatto qui e là, tutti gli altri li pubblicherò nei prossimi giorni sul mio profilo IG, QUI.
 

Dopo Amsterdam, avevo bisogno di immergermi nella mia quotidianità e nelle cose che amo. Sono tornata a casa con il desiderio di rimettermi a scrivere e pasticciare in cucina… di allacciare virtualmente il grembiulino, mettere le mani in pasta, accendere il forno e lasciarmi inebriare dal profumo di casa, mentre fuori le giornate si fanno sempre più calde.

Avevo ancora in dispensa gli ultimi vasetti di confettura alle prugne goccia d’oro e vaniglia preparati alla fine dell’estate scorsa, mentre nel frattempo ho già iniziato a preparare le prime confetture di stagione, tra cui quella immancabile di fragole e vaniglia. Quest’anno, tra l’altro, ho acquistato dei vasetti tanto carini, e un aggeggino con cui stampare delle etichettine vintage carinissime, così da conservarli tutti per bene e classificati. 

Per creare il dolcino che vi propongo oggi mi sono ritrovata a fare spazio alle nuove stagioni usando ciò che restava della precedente. E forse è proprio questo che amo della cucina, il suo modo di raccontare e attraversare il tempo.

È nata così questa frolla arrotolata all’avena e nocciole, rustica, poco dolce, friabile fuori e morbida dentro, con la confettura che si scioglie tra l’impasto e qualche nocciola intera lasciata cadere qua e là, a interrompere la morbidezza con qualcosa di più croccante e e dal gusto tostato e deciso.

Mentre il dolce era in cottura la casa ha iniziato a profumare di burro caldo, avena, vaniglia e nocciole tostate. E in quel momento, dopo giorni di aeroporti, biciclette, canali e chilometri percorsi a piedi, mi sono sentita davvero tornata a casa.

E già so che quella di domani mattina sarà una colazione con il sorriso :)

🎧 Nick Mulvey, Fever to the Form

A presto,
M. 🌿

 

Ingredienti
(per circa 12 biscotti)

Per l’impasto

  • 100 g farina 00
  • 140 g farina d’avena
  • 70 g nocciole tostate tritate finemente
  • 100 g burro freddo appena salato
  • 75 g zucchero
  • 2 uova medie
  • 1 pizzico di sale
  • scorza grattugiata di 1 limone biologico

Per il ripieno

  • confettura di prugne goccia d’oro e vaniglia q.b. (o quella che preferite o avete in dispensa)
  • nocciole intere q.b.

Per lo stampo

  • burro q.b.
  • farina di avena q.b.

Procedimento

Preparare l’impasto

In una ciotola unire:

  • farina 00
  • farina d’avena
  • nocciole tritate
  • zucchero
  • sale

Aggiungere il burro freddo a cubetti e lavorare velocemente fino a ottenere un composto sabbioso.

Unire le uova e la scorza di limone, quindi compattare l’impasto senza lavorarlo troppo.

L’impasto risulterà piuttosto morbido, ed è normale.

In planetaria

L’impasto può essere preparato anche in planetaria con gancio a foglia: sarà molto veloce e perfettamente omogeneo in pochi minuti.

Formare un panetto, avvolgerlo e lasciarlo riposare in frigorifero tutta la notte.

Perché lasciarla riposare tutta la notte

Il riposo lungo è fondamentale per tutti i tipi di pasta frolla.

Durante la notte:

  • la farina assorbe lentamente l’umidità
  • i grassi si stabilizzano e la maglia glutinica pure
  • l’impasto diventa più compatto e lavorabile
  • i profumi si intensificano

Il giorno dopo la frolla sarà molto più semplice da stendere, arrotolare e modellare e non vi si romperà.

Preparare lo stampo

Imburrare molto bene uno stampo da plumcake e infarinarlo leggermente.

Volendo, il filone può essere cotto anche direttamente su una leccarda da forno, ma lo stampo aiuta a mantenere meglio la forma durante la cottura.

Formare il rotolo

Il giorno successivo riprendere l’impasto, spezzarlo e lavorarlo velocemente.

Stenderlo aiutandosi con poca farina d’avena sopra un foglio di carta forno leggermente infarinato, utile soprattutto per arrotolare il dolce.

Mantenere uno spessore di circa 3 mm.

Spalmare uno strato sottile di confettura e distribuire qualche nocciola intera.

Distribuite della granella di nocciole sul foglio di carta, aiutandosi con la carta forno, arrotolare delicatamente formando un filone compatto e aiuterà la granella di nocciole ad aderire bene sulla superficie del dolce.

Trasferire il rotolo avvolto nella carta forno in frigorifero o freezer per circa 20–30 minuti (il tempo necessario affinché il forno raggiunga la giusta temperatura).

Eliminate la carta forno e posizionatelo poi nello stampo da plumcake con la chiusura rivolta verso il basso.

Cottura

Cuocere in forno statico preriscaldato a 175°C per circa 35 -38 minuti. Ma come sapete, i tempi possono variare da forno a forno.

La superficie dovrà risultare:

  • asciutta
  • leggermente crepata
  • dorata nei punti più esposti

Durante la cottura il profumo di avena, nocciole e confettura inizierà lentamente a riempire tutta la casa.

Lasciare raffreddare quasi completamente prima del taglio.

Finitura

Tagliare il filone in diagonale ottenendo circa 12 biscotti rustici.

Sono perfetti così, senza zucchero a velo, perché la loro bellezza sta proprio nelle crepe naturali della frolla, nella granella tostata e nel cuore morbido di confettura.

La farina d’avena è una di quelle cose che riescono immediatamente a dare ai dolci un sapore di casa.
Ha un profumo caldo, quasi biscottato, e una consistenza rustica che rende tutto più materico, meno perfetto e forse proprio per questo più accogliente. Tra l’altro, questa pasta frolla si presta a moltissimi usi: crostata, biscotti, biscotti ripieni… è molto versatile. 

Valori nutrizionali per 100 g

  • Calorie circa 270–285 kcal
  • Carboidrati  30–32 g
  • Zuccheri 13–15 g
  • Grassi 14–15 g
  • Proteine 5–6 g
  • Fibre 3–4 g

Rispetto a una frolla classica:

  • l’avena aumenta fibre e sazietà
  • le nocciole portano grassi “buoni”
  • e la quantità di zucchero non è altissima

Quindi il risultato finale è piuttosto equilibrato per essere un dolce da colazione o da tè.

🌿🌿🌿

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