“- Cosa ti ha detto il dottor Thurmer? Ho saputo che vi siete fatti una bella chiacchierata.
– Sí, è vero. Eccome. Sono rimasto nel suo ufficio per quasi due ore.
– E cosa ti ha detto?
– Mah… che la vita è una partita e via dicendo. E che va giocata secondo le regole. Però è stato abbastanza gentile, nel senso che non ha dato di matto né niente. Ha parlato un sacco del fatto che la vita è una partita e via dicendo. Cose cosí.
– Ma la vita è una partita, caro ragazzo. È una partita che va giocata secondo le regole.
– Sí, professore. Lo so. Questo lo so.
Partita un cazzo. Alla faccia della partita. È una partita se stai dalla parte di quelli forti, allora sí, te lo concedo.
Ma se stai dall’altra parte, dove di forte non c’è nessuno, che razza di partita è? Non lo è. Non c’è gara.”
J. D. Salinger, Il giovane Holden
Già, è proprio il caso di dirlo, a volte ritornano… sono passati tantissimi mesi dal mio ultimo post, durante i quali, lo ammetto, mi è capitato di pensare più volte di chiudere definitivamente questo blog. Forse vi starete chiedendo: perché chiuderlo? Non puoi semplicemente smettere di aggiornarlo e amen? Certo che potrei… Il fatto è che mantenerlo online mi costa un bel po’ e parlo di circa 400 euro all’anno. Però, l’idea di cancellare tutto, di perdere tutto quello che ho riversato in queste pagine nell’arco di questi ultimi TREDICI ANNI mi fa molto male e mi turba… e così, mi sono data un altro anno per cercare di capire “se, come, e cosa fare“.
Intanto, eccomi qui, che cerco di riportare un po’ di vita in questo blog, di trovargli una nuova dimensione, più vicina a ciò che sono oggi. O meglio, a quelli che sono i miei ritmi e il mio tempo libero di oggi.
Perché, diciamocelo francamente, è soprattutto questione di tempo. Crescendo, si sa, le responsabilità aumentano, ed è stato così anche per me. Sono spesso in giro per lavoro, le mie giornate sono pienissime e arrivo al weekend con il desiderio di potermi dedicare totalmente alla mia famiglia, ai miei pelosi, alla mia casa e anche a me stessa.
Sostanzialmente sono sempre la stessa, amo fare sempre le stesse cose di sempre e, che si sappia, cucina e fotografia rimangono i miei grandi amori, come la scrittura (continuo a scrivere recensioni per LOUDD) e la musica, naturalmente. Sono solo più impegnata.
Poi, vabbè, inutile negare che ho attraversato mesi particolarmente difficili. Mi sentivo come annientata, Una sorta di automa. In realtà, credo si sia trattato di una vera e propria crisi esistenziale. Una di quelle che mi metteva in condizione di chiedermi cosa fossi, dove fossi e soprattutto, dove stavo andando. Mi guardavo indietro e sentivo di essere diventata tanto, troppo diversa da com’ero. Forse, un po’ troppo “grande” per i miei gusti. La razionalità aveva preso il sopravvento su quello che invece era il mio lato un po’ più poetico e creativo.
Come dicevo poco più su, con il passare degli anni gli impegni aumentano, si cresce, il lavoro si fa sempre più pressante, però, non era tanto questo a demoralizzarmi, quanto la sensazione di star trascurando e perdendo nuovamente di vista la parte di me a cui tenevo di più, quella in cui custodivo gelosamente l’incanto e la mia parte bambina.
Sentivo che quel lato di me (r)esisteva ancora, che era lì, da qualche parte, ma il canale di comunicazione si era come interrotto, non riuscivo più a dargli ascolto e voce. La mia paura più grande era quella di non riuscire più a farlo affiorare. Di diventare il tipo di adulto che mai e poi mai avrei voluto essere.
Poi, pian piano, le acque si sono calmate… Mi sono rasserenata e, devo ammettere che le vacanze estive hanno contribuito notevolmente a farmi ritrovare un po’ di pace interiore. Sono state tre settimane di relax totale, di creatività, di rinnovamento interiore ed esteriore. Tante piccole novità in casa, lavoretti vari e anche un bellissimo bagno nuovo, con un tocco vintage che mi manda fuori di testa.
La serenità sembra essere tornata, certo, ci sono sempre pensieri che girano e che un po’ mi turbano, ma credo sia nell’ordine naturale delle cose. Se la salute c’è, tutto il resto si supera.
A ottobre ho visitato Porto, sono stati giorni belli, peni, ricchi. I miei occhi si sono nutriti e con loro anche il mio spirito… Poi, mi sono ritrovata a pensare sempre più spesso che sono una persona fortunata e che vivo una vita non proprio “ordinaria” e che dovrei ricordarmene più spesso. Dovrei essere più grata per quel che ho e anche per come sono fatta io, per come sono diventata crescendo. Per i traguardi che ho raggiunto, non solo quelli materiali, ma soprattutto quelli interiori e spirituali. Per la mia libertà, per il mio non sentirmi condizionata o legata. Per essermi liberata da quel desiderio di piacere a tutti… Non ho più freni inibitori, sono selvatica.
Dopo oggi, non so quando tornerò a scrivere tra queste pagine, se riuscirò a pubblicare qualche post culinario o se ritornerò ad affacciarmi con i miei soliti pensieri un po’ sconclusionati. Non voglio fare progetti, ciò che desidero, però, è di poter riuscire a ritrovare un filo di scambio tra queste pagine e di ricominciare a scrivere senza avere la sensazione che si tratti di dialoghi muti, tra me e me. Non riesco a smettere di pensare a ciò che erano i blog un tempo, prima che social come Facebook e Instagram prendessero il sopravvento, rendendo (quasi) tutte le comunicazioni superficiali… Tutto deve essere sintetico e veloce.
Ecco, io amo l’opposto… mi piace perdermi nelle parole e nei pensieri e con la superficialità non riesco proprio ad andarci d’accordo. Così come non riesco a far mio questo nuovo modo di condividere ricette, tra video (quasi) tutti uguali di gente che ti mastica in faccia e fa le stesse cose. Un’omologazione sconcertante. È un pullulare della stessa ricetta (si chiamano virali, giusto?), riproposta tal quale da tutti. Ricette lanciate spesso su pagine straniere e poi riprese da creatori di contenuti nostrani/e (no, proprio non riesco a chiamarli blogger), anche molto in vista, che le ripropongono come fossero le loro…
È un qualcosa che mi dà molto fastidio, perché ritengo che sia veramente irrispettoso nei confronti di chi quell’idea l’ha avuta. Credo che tutti noi veniamo ispirati da qualcosa o qualcuno, e sarebbe bello aver l’onestà di ammetterlo. E invece, costruiscono e fanno crescere le proprie pagine sfruttando le idee degli altri. Lo fanno anche persone che un tempo stimavo ma che ora, giuro, ai miei occhi hanno perso tanti punti, proprio per questa mancanza di onestà intellettuale. Che cosa triste…
Come canta Cesare Cremonini: “Ti sei accorta anche tu, che in questo mondo di eroi nessuno vuole essere Robin”.
Vi auguro un buon weekend e vi lascio una manciata di scatti realizzati a Porto. Se avete piacere di vederli tutti, potete trovarli su Instagram, QUI.
M. 🍂
















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