Frammenti di vita

Benvenuta piccola Mirtilla

24 Agosto 2024
La gatta Mirtilla
 
La vita, il più delle volte, si fa fatica a comprenderla. Manda segnali strani e inspiegabili, che non si sa come prendere, come decifrare o interpretare.
 
Qualcuno potrebbe affermare che tutto ciò che ci accade è frutto della casualità e che è unicamente il 𝑐𝑎𝑠𝑜-𝑐𝑎𝑜𝑠 a mescolare e rimescolare le carte del nostro destino e io, da persona non credente, ho sempre abbracciato questa tesi…
 
Ma certe volte si fa un po’ più di fatica a credere che tutto ciò che ci accade, in realtà, non faccia parte di un disegno più ampio, di una storia già scritta da qualcuno, e che noi, passo dopo passo, in modo del tutto inconsapevole, non facciamo altro che recitare il copione che ci è stato assegnato.
 
La faccio breve… il 15 giugno, era sabato, il mio Mirtillo è stato cremato, e l’ho riportato a casa in una piccola urna bianca. Candida come era lui. Puro e dolcissimo.
 
Domenica mattina ero distrutta. Sopraffatta dal dolore. Piangevo inconsolabile quando, in lontananza, ho sentito un miagolio insistente e disperato, simile al pianto di un neonato. Ho chiesto a mio marito se lo sentisse anche lui.
 
Nemmeno cinque minuti dopo era già per strada, determinato a trovare quel gattino.
 
Poco dopo mi ha chiamata dicendomi che lo aveva trovato. Quando lo ha portato a casa, mi sono ritrovata davanti un gattino piccolissimo, magro, sporco e affamato. Un gattino che, incredibilmente, somigliava tantissimo a Mirtillo. Con gli stessi colori, e una macchiolina nera sul nasino, anche se posizionata in modo diverso. Nonostante zoppicasse vistosamente (abbiamo saputo che si era fatto male cadendo da un albero), riuscire a prenderlo non è stato facile, perché era aggressivo, graffiava e mordeva.
 
Non è stato semplice offrirgli aiuto… Era dolorante, spaventato, miagolava in continuazione e soffiava non appena si tentava di avvicinarlo.
 
Gli abbiamo creato uno spazio idoneo, con acqua fresca, cibo e una piccola lettiera. Ha mangiato tanto, ma non ha mai smesso di essere guardingo e in certi momenti anche aggressivo. Il pomeriggio stesso lo abbiamo portato dal veterinario che ha riscontrato una brutta frattura della zampa. La nottata l’abbiamo passata praticamente in bianco. Un delirio. Solo verso le quattro ha, e abbiamo, trovato un po’ di pace.
 
Quel gattino, che abbiamo scoperto essere una gattina, il lunedì stesso è stata sottoposta a un delicatissimo intervento. Oggi possiamo affermare che quell‘intervento è riuscito. Cammina perfettamente e salta come una molla.
 
Contro ogni previsione, perché io temevo seriamente che fosse “selvatica” e ingestibile, pian piano si è sciolta, ha smesso di soffiare, è diventata dolcissima e quando l’accarezzi fa le fusa e la pasta. Fa talmente bene la pasta che sono quasi tentata di buttare via il mio KitchenAid…
 
C’è voluto un po’ di tempo prima che la sua curiosità vincesse su quel po’ di paura che ancora le restava, perché c’erano zone della casa in cui si addentrava a malapena o con circospezione.
 
Oggi, ha smesso di essere guardinga. È diventata la regina della casa, si è affeziona a a noi, va d’accordissimo con Bia e ha già i suoi angoli preferiti che, nemmeno a dirlo, sono gli stessi di Mirtillo. La notte dorme insieme a noi e cerca sempre contatto fisico. 
 
Non so cosa pensare… Non so quale sia il senso di tutto questo. Il mio lato più poetico e sognante desidera credere che questa piccola figlia di Satana – con un baffetto decisamente buffo e improbabile, che ogni tanto, scherzosamente, me la fa chiamare “Adolfina” – sia stata mandata qui da Mirtillo per tentare di riempire quella voragine che ho dentro, e lenire tutto il dolore che sento. Quel dolore che mi trafigge e che affiora incontrollato e incontrollabile…
 
Voglio pensare che Mirtilla, così si chiama la piccola, sia legata con un filo al mio Mirtillo… Che questo non sia un nuovo inizio, ma semplicemente un nuovo capitolo dello stesso libro, della stessa storia. Quella storia che mi ha portata a scoprire che animali meravigliosi sono i gatti e quanto amore sono capaci di darti e di prendersi.
 
Ogni giorno ci sono piccoli passi in avanti e piccole conquiste. Sto ancora imparando a conoscerla e ogni giorno che passa ci sono piccoli progressi. Ha già fatto la sua prima vacanza insieme a noi, ed è stata bravissima.
 
La sua è una vita iniziata in modo totalmente diverso rispetto a quella di Mirtillo. Di lui sapevo tutto, anche la data di nascita. Lui, seppur figlio di una mamma randagia, ha avuto la fortuna di nascere in una famiglia amorevole, che ha adottato tutti, mamma e cuccioli. Ha imparato subito a fidarsi degli umani e la prima volta che l’ho visto, su uno di quegli annunci su FB, mi sono innamorata perdutamente di lui e sono andata a prendermelo fino a Brindisi. Non sapeva cosa fosse la paura e fin dal primo momento in cui ha messo piede in casa, sembrava già il padrone. Un ometto… Il mio ometto bellissimo. Ha dormito nel lettone fin dal primo giorno.
 
Mirtilla, invece, da come si comportava in principio, dava la sensazione di non aver mai avuto rapporti con gli umani. La sua fiducia è stata conquistata a piccoli passi, con tanta, tantissima pazienza. È una miagolina, ti guarda, ti ascolta e fa tanti versetti, come a volerti rispondere. In realtà, risponde. Parla tanto. Ha lo sguardo dolcissimo e intelligente. L’abbiamo rimessa in sesto. Era denutrita e il suo pelo era  opaco e un po’ rado in alcune zone. Ora è sbocciata. È un fiore bellissimo.
 
Sono felice che ci sia, le parlo sempre di suo fratello Mirtillo e mi chiedo spesso come l’avrebbe accolta ma, conoscendolo, penso che sarebbe stato buonissimo e disponibile, così come lo è stato quando è arrivata la cagnolina Bia.
 
Vedere tutte le cose di Mirtillo che, attraverso Mirtilla, vivono ancora, mi dà la sensazione che anche lui continui a vivere attraverso lei…
 
Mirtillo era speciale, era e sarà per sempre il mio amore. Il mio bambino bellissimo. Lui è ovunque, in ogni angolo di casa, nel mio cuore e nella mia mente, in tutti i miei ricordi degli ultimi tre anni e mi manca terribilmente, non riesco ancora a darmi pace per quanto è accaduto e farà parte di me per sempre. Penso a lui tutti i giorni.
 
Spero di poter essere una buona mamma anche per Mirtilla. Spero di riuscire ad amarla con la stessa intensità e trasporto, perché se lo merita. Perché merita anche lei una vita piena d’amore.
 
Lei è Mirtilla (Adolfina) e dal 16 giugno fa parte della famiglia e sono abbastanza certa che non ha alcuna intenzione di invadere la Polonia ❤
 
A presto,
M. xxx
 
p.s. A breve la piccola Mirtilla avrà un fratellino… ma questa è un’altra storia che vi racconterò a tempo debito :)
 
 

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