Frammenti di vita

Nell’attesa di tornare #2

16 luglio 2018

Ebbene sì, devo ammettere che oggi avevo intenzione di pubblicare il dolcino che ho preparato nel weekend, se non fosse che, nonostante la mia più che buona volontà, a causa della lentezza “bradipo style” che ormai mi accompagna in ogni cosa che faccio (o non faccio), non sono riuscita a selezionare le foto che ho scattato, fare post-produzione e trascrivere la ricetta. Piccoli dettagli, insomma :)

La verità è che ieri pomeriggio mi sono messa a guardare la finale dei mondiali… Poi, nonostante l’aria condizionata accesa, faceva piuttosto caldo e io non c’ero poi molto con la testa. Quest’ultima cosa, in realtà, è quasi una costante, ormai. Comunque, un bel minestrone di cause, direi. Ma la ricetta c’è, è molto golosa e lunedì prossimo (se non riesco prima) sarà qui per voi.

Intanto, anche luglio sta volando via e fortunatamente, le mie ferie si avvicinano. Poco importa se non ho ancora una meta da raggiungere, ma una cosa è certa, per 3 settimane sarò libera come l’aria. E già questa idea mi basta per farmi sentire leggera.

Anche il mio post di oggi, come quello della scorsa settimana, racchiude i miei scatti domenicali, accompagnati da parole e musica.

Ci tenevo a passare per farvi un saluto e augurarvi un buon inizio settimana. Un abbraccio circolare e a presto :)

milk and honey | rupi kaur

“soprattutto ama
come fosse la sola cosa che sai fare
alla fine tutto questo
non conta nulla
questa pagina
in cui indugi
la tua laurea
il tuo lavoro
il denaro
nulla ha importanza
tranne l’amore e il contatto umano
chi hai amato
e con quanta profondità l’hai amato
il modo in cui hai toccato la gente intorno a te
e quanto le hai dato”

Che quella di oggi sia una rinascita piena d’amore, di speranza, di vita, di sentimenti belli, di perdono, di amicizie vere, di persone che sanno e vogliono esserci, di sincerità, di tenerezza, di passione, di confronto, di condivisione, di bellezza, di rispetto, di tolleranza, di pace, di serenità e di parole dette. (Questi erano i miei auguri di Pasqua)

Ivano Fossati | L’amore fa

Il Piccolo Principe | Antoine de Saint-Exupery

“Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo. Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza. Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno. Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza…”

Francesco De Gregori | Ti leggo nel pensiero

5 dicembre 1933 – Le lettere di Montale a Irma Brandeis

”Dearest Irma,
le tue lettere sono un tesoro che non riesco neppure a rileggere tanto sono preziose.
Le tengo chiuse in un cassetto…
La mia filosofia?
Non ne ho.
Ne hanno estratto più di una dai miei versi, ma a torto.
Per me la poesia è questione di memoria e dolore.
Mettere insieme il maggior numero possibile di ricordi e di spasimi, e usare la forma più interiore e più diretta.
Non ho fantasia; mi occorrono anni per accumulare poche poesie.
L’esecuzione materiale, poi, è rapida; spesso è questione di minuti.
Mia cara Irma, io sono abituato a cibarmi di nuvole e lontananze, ma tu meritavi qualcosa di meglio!
Io sarò sempre tuo, a tua disposizione, pronto a fare quello che vorrai, e persino a pensare quello che vorrai farmi pensare…
Non desidero di meglio che pensare con la tua testa e vedere coi tuoi occhi”.

Marlene Kuntz | Nuotando nell’aria

Cesare Pavese | Schiuma d’onda, dai Dialoghi con Leucò
(Dialogo tra la ninfa Britomarti e la poetessa Saffo)

“Britomarti: Dunque accetti il destino?
Saffo: Non l’accetto. Lo sono. Nessuno l’accetta.
Britomarti: Tranne noi che sappiamo sorridere.
Saffo: Bella forza. É nel vostro destino. Ma che cosa significa?
Britomarti: Significa accettarsi e accettare.
Saffo: E che cosa vuol dire? Si può accettare che una forza ti rapisca e tu diventi desiderio, desiderio tremante che si dibatte intorno a un corpo, di compagno o compagna, come la schiuma tra gli scogli? E questo corpo ti respinge e t’infrange, e tu ricadi, e vorresti abbracciare lo scoglio, accettarlo. Altre volte sei scoglio tu stessa, e la schiuma – il tumulto – si dibatte ai tuoi piedi. Nessuno ha mai pace. Si può accettare tutto questo?
Britomarti: Bisogna accettarlo. Hai voluto sfuggire, e sei schiuma anche tu.
Saffo: Ma tu lo senti questo tedio, quest’inquietudine marina? Qui tutto macera e ribolle senza posa. Anche ciò che è morto si dibatte inquieto.
Britomarti: Dovresti conoscerlo il mare. Anche tu sei da un’isola…”

Daniele Silvestri | Acrobati 

The young Pope di P. Sorrentino | La lettera d’amore

“Cos’è più bello, amore mio, l’amore perso o l’amore trovato? Non ridere di me amore, lo so sono goffo e ingenuo quando si parla d’amore. Mi faccio domande che sembrano uscite da una canzonetta. Questo dubbio mi travolge e mi corrode amore mio: trovare o perdere? Intorno a me le persone non smettono di desiderare: hanno perso o hanno trovato? Io non lo so. Un orfano non ha modo di sapere, un orfano è sprovvisto del primo amore, quello di mamma e papà, da qui ha origine la sua goffaggine, la sua ingenuità. Tu mi dicesti su quella spiaggia deserta della California: puoi accarezzarmi le gambe, ma io non lo feci. Eccolo amore mio l’amore mancato. Per questa ragione da quel momento non ho mai hai smesso di chiedermi dove sei stata e dove sei adesso e tu, bagliore della mia gioventù fallita, tu hai perso o hai trovato? Io non lo so e non lo saprò mai, non ricordo neanche più il tuo nome, amore mio, e non ho la risposta, però mi piace immaginarla così la risposta: alla fine, amore mio, non abbiamo scelta, dobbiamo trovare”.

Antony and the Johnsons | Knocking on Heaven’s door

Il Senso di una fine | Julian Barnes

“Che ne sapevo io della vita, io che ero sempre vissuto con tanta cautela? Che non avevo mai vinto né perso, ma avevo lasciato che la vita mi succedesse? Io che avevo avuto le ambizioni di tanti, ma che mi ero ben presto rassegnato a non vederle realizzate? Che avevo evitato il dolore e l’avevo chiamato attitudine alla sopravvivenza? Che avevo pagato conti e bollette, che ero rimasto in buoni rapporti con tutti il più a lungo possibile; io, per cui estasi e disperazione erano diventati da molto tempo giusto parole lette una volta nei libri? Uno i cui rimproveri a se stesso non lasciavano mai il segno? Beh, c’era tutto questo su cui riflettere, mentre sperimentavo un genere di rimorso speciale: una sofferenza inflitta a chi aveva sempre creduto di sapersi sottrarre al dolore, e inflitta, alla fine, precisamente per quella ragione.”

Chris Cornell | Nothing Compares 2 U 

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7 Comments

  • Reply Ipasticciditerry 16 luglio 2018 at 16:02

    Sai che a me non dispiacciono questi tuoi articoli estemporanei dal food? Che poi comunque le immagini rappresentano lo stesso tavole golose. Ma amo anche leggere le parole che accompagnano le tue immagini … Frasi conosciute o meno, tra canzoni e altro, comunque gradite. Allora un abbraccio e un arrivederci quando avrai voglia, io ogni tanto passo, cuccioli permettendo (ora fanno la nanna)

  • Reply L' Alligatore 16 luglio 2018 at 21:59

    Noi le vacanze le abbiamo già bruciate, invidio te che le attendi … oggi, tra l’altro, con la pioggia e il freddo, qui sembrava autunno (che assurda estate qui da noi, con poco , pochissimo sole). Buona settimana a te.

  • Reply L' Alligatore 16 luglio 2018 at 22:02

    Ti invidio che devi ancora andare in vacanza, noi le abbiamo già bruciate. Tra l’altro oggi, tra pioggia e temperature a picchio, sembrava già autunno. Assurda estate in palude, con poco sole (per fortuna durante le vacanze nostre c’è stato bello e caldo).

  • Reply Mary Vischetti 17 luglio 2018 at 9:04

    Mi ritrovo nel pensiero di Terry. Non mi dispiacciono affatto questi tuoi post dell’attesa. Saper affrontare l’attesa vuol dire esercitare la virtù della pazienza aspettando ciò che arriverà… e sarà ancora più bello! Bellissimo tutto Mary
    Bacio grande,
    Mary❤️

  • Reply zia Consu 17 luglio 2018 at 17:24

    Aspetto in trepidazione il post di lunedì e nel frattempo mi godo con tutti i sensi accesi questi scatti e la tua voglia di vacanza che si respira ad ogni riga..

  • Reply Francesca 19 luglio 2018 at 15:34

    Saper attendere è importante… ma non è un’attesa passiva, o immobile, o inoperosa, questa. E’ un’attesa in cui si sente, la mente non dorme (figuriamoci quando lo fa…) e il sangue pulsa anche più forte. Sono momenti forse di sospensione, rubati al tempo, alla vita e a noi stesse. Ma c’è comunque tanto, dentro e intorno. Da sbrogliare, o semplicemente da coccolare. Da accarezzare. Come la luce sa sempre fare, per chi la ama e non la perde a prescindere dai periodi…
    Beh, come posso commentare l’estratto da “Milk and honey”, la canzone di De Gregori che in privato ti dirò a chi avevo dedicato e la citazione di Sorrentino che vabbè, sai benissimo quando-come-perchè l’ho usata?! Meglio che sto zitta… bastano queste, di parole, insieme a quelle che ci diciamo altrove… :-)

  • Reply Ernest 31 luglio 2018 at 15:00

    bellissime foto sembra quasi avere qui davanti al cioccolata, la caffettiera stupende

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