Frammenti di vita

Matera e la sua dolente bellezza

29 dicembre 2017

Chiunque veda Matera non può non restarne colpito,
tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza.
Carlo Levi

Bruno Bavota – If only my heart were wide like the sea

La mia prima volta a Matera risale al novembre del 2012 e ve lo raccontavo qui. La mia seconda volta, invece, risale a un paio di settimane fa (più o meno).

Pur non essendo molto distante da me, la strada per raggiungerla non è Il massimo della vita e pertanto una “manciata” di chilometri si tramutano in un paio d’ore di macchina fatte di entroterra, di paesaggi sì affascinanti, ma al tempo stesso pieni di curve, tante curve. E io e le curve…mmm…non andiamo particolarmente d’accordo.

Però c’è da dire che non appena si mette piede in città, tutti gli “Uffa! Non si arriva mai!“, svaniscono in un secondo.

Matera è bella, suggestiva e ha un qualcosa di magico che la rende unica nel suo genere. Carlo Levi le rendeva omaggio in “Cristo si è fermato a Eboli” e scriveva: “Questi coni rovesciati, questi imbuti si chiamano Sassi, Sasso Caveoso e Sasso Barisano. Hanno la forma con cui a scuola immaginavo l’inferno di Dante. E cominciai anche io a scendere per una specie di mulattiera, di girone in girone, verso il fondo. La stradetta, strettissima, che scendeva serpeggiando, passava sui tetti delle case, se quelle così si possono chiamare. Sono grotte scavate nella parete di argilla indurita del burrone: ognuna di esse ha sul davanti una facciata; alcune sono anche belle, con qualche modesto ornato settecentesco. Queste facciate finte, per l’inclinazione della costiera, sorgono in basso a filo del monte, e in alto sporgono un poco: in quello stretto spazio tra le facciate e il declivio passano le strade, e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelli di sotto.”.

Nel 1993 l’Unesco ha inserito i “Sassi” di Matera nella World Heritage List, quale “esempio di sistema di vita millenario da preservare e tramandare ai posteri“. Un vero e proprio riconoscimento fatto alla città, per essere “un modello di vita in equilibrio con l’ambiente, con cui si integra senza stravolgerlo, pur sfruttandone le risorse“.

Probabilmente, è stato proprio questo riconoscimento a segnare un cambio di passo per questa città che da un po’ di anni a questa parte è diventata una meta turistica gettonatissima, con le sue gravine, le case contadine scavate nella roccia, le chiese rupestri, la Cattedrale da cui si gode di una vista spettacolare sul sasso Barisano, con il suo artigianato locale e la sua cucina fatta di ingredienti semplici ma al tempo stesso ricchi e saporiti.

Altro riconoscimento importantissimo è quello che, nel 2019, vedrà Matera Capitale Europea della cultura. Un traguardo importantissimo, per una città che sta facendo proprio della cultura, il suo punto di forza.

Come dicevo nell’incipit di questo post, sono tornata a Matera a distanza di ben 5 anni. Però, sapete una cosa? Le sensazioni sono state le stesse. Come anche lo stupore.

Camminando nella zona dei “sassi”, si ha la sensazione di attraversare un presepe. Penso che non sia un caso se Matera, i suoi sassi e la sua gravina, siano stati scelti più volte  come set per girare film a tema e non solo. Anzi, se siete curiosi, qui c’è un elenco che dovrebbe contenerli tutti, o quasi. Anche se il più famoso credo che resti “The Passion“, di Mel Gibson.

Alcune zone di Matera risalgono addirittura a 2000 anni fa e credetemi, si avverte. Ci si sente fuori dal tempo, sorpresi, sospesi e incuriositi per ciò che è questo luogo. Per come è stato costruito, per come si è sviluppato e per come si sta lavorando, da anni, a ritmi serratissimi, per ridargli una nuova vita, lasciando intatto, però, il legame con il passato. Sembra quasi che quel passato sia ritornato a vivere nel presente.

Ogni angolo è suggestivo, mistico e attraente. Ogni dettaglio merita attenzione, perché traspare la cura e l’amore che gli abitanti dedicano a questo luogo così speciale. Botteghe di artigiani, negozietti, ristoranti e localini arroccati sui sassi che valorizzano e caratterizzano ancora di più tutto il bello che c’è.

Mettetevi delle scarpe comode e lasciatevi rapire da quesa città. Seguite i percorsi turistici indicati e magari, cercatene di nuovi. Lasciatevi guidare dal vostro istinto, guardatevi attorno, contemplate l’unicità di quel che vi circonda, scattate foto e scegliete un ristorantino carino in cui gustare del buon cibo e bere un calice di vino. Io vi consiglio “I Baccanti“, cucina ricercata, grande cura per i particolari e location favolosa. L’elemento dominante non è la quantità, ma la qualità e l’originalità delle proposte, con un occhio attento a quelli che sono gli ingredienti della tradizione.

Vi lascio qualche immagine da guardare e spero tanto che vi facciano venir voglia di visitare questa città. Magari entrateci piano, in punta di piedi. Cercate di sentirla davvero e per comprenderla ancora meglio, studiate un po’ la sua storia. Vedrete, l’apprezzerete ancora di più.

Vi rinnovo i miei auguri. Auguri che vi ho già fatto qui.

Uno scorcio sui “sassi”

Tanti angoli da scoprire…

Un negozietto che vendeva cappelli fatti a mano.

C’è che di porte e portoni, a Matera, ce ne sono tantissimi, e io li adoro.

Questa porta l’ho già fotografata 5 anni fa. Questa volta, però, non ho potuto fare nessuno scatto frontale, perché proprio lì davanti c’era parcheggiata una macchina. Non vi dico il nervoso…e non vi dico che posizioni da contorsionista ho dovuto assumere per riuscire a strappare almeno questa foto. 

Quest’angolo mi ha particolarmente intrigata. Non chiedetemi il perché.

Dopo 5 anni, ho ritrovato anche lui, nello stesso identico posto, e non ho potuto fare a meno di fotografarlo anche questa volta. E’ un po’ invecchiato e il suo pelo è meno folto, ma i suoi occhi, però, sono rimasti uguali: profondi ed espressivi.

Questa sembra una porta che si affaccia sull’infinito.

Questo è’ l’ingresso del ristorante dove abbiamo pranzato.

Il riverbero della luce sulla pietra bianca, incanta.

Un affaccio sulle gravine di Matera

I gatti…quanti ce ne sono a Matera. L’ultima volta ne avevo fotografato uno bellissimo…lo trovate nel mio vecchio post.

Alcuni scorci della zona più centrale.

Grazie per aver avuto il piacere di seguirmi fin qui. Ci vediamo l’anno prossimo ;)

Mary xxx

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5 Comments

  • Reply L' Alligatore 29 dicembre 2017 at 18:21

    Non ci sono mai stato, ma prima o poi credo che dovrò visitarla anche io (Elle l’ha già visitata e le piace molto).
    p.s.
    Il film più famoso sarà quello di Gibson, ma quello più importante è quello di Pasolini :)

    • Reply m4ry 29 dicembre 2017 at 19:24

      Lo so Alli, concordo con te, il più importante è quello di Pasolini :) Un abbraccio :*

  • Reply sandra 30 dicembre 2017 at 14:47

    meravigliosa Matera! un posto incantato, uno di quei posti dove DEVo tornare con la macchina fotografica. troppo affascinante Matera….
    buon anno nuovo tesoro!

  • Reply ipasticciditerry 30 dicembre 2017 at 15:01

    Ahhh che godimento! Me la sono proprio gustata e ti ringrazio tanto. Come ti ho scritto su Fb, è un posto dove abbiamo intenzione di andare, in questo anno che si sta affacciando, io e le mie due sorelle. Ogni tanto facciamo qualche giretto, per “alleggerire” mia sorella Damiana, che ha il marito con il morbo di Alzhaimer e ogni tanto deve fuggire per respirare un po’. E allora io e l’altra mia sorella, la accompagnamo, per non farla andare sola. Invece a Matera abbiamo deciso di andarci tutte e tre, insieme. Sarà bello, già lo so. Buon anno a te tesoro bello e grazie ancora per questo regalo per i miei occhi. Al prossimo anno

  • Reply zia consu 30 dicembre 2017 at 17:17

    Che foto meravigliose tesoro O_O mi lasci senza parole, c’è tanta vita dentro!
    Ne approfitto x farti i miei migliori auguri di inizio 2018, che sia spumeggiante come meriti <3

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