«Adopt the pace of nature: her secret is patience.»
– Ralph Waldo Emerson
«Adotta il ritmo della natura: il suo segreto è la pazienza.»
🎧 Autumn Town Leaves, Iron & Wine
L’autunno sembra voler arrivare soltanto a metà. È ottobre, ma l’estate continua a restare aggrappata alle giornate, alla luce, a un’aria che non ha ancora deciso di farsi più fresca. I colori, però, sono cambiati.
La mia vite canadese comincia a virare verso il rosso e i frutti del mio melograno si sono fatti di un rosso intenso. C’è qualcosa di diverso nelle sfumature delle cose, nei marroni che tornano, nei verdi che si fanno più profondi, nella luce che entra in casa e sembra avere perso quella prepotenza tipica dell’estate e anche negli odori. È un cambiamento sottile, che quest’anno non coincide ancora con il bisogno di una coperta sulle gambe o con il desiderio di chiudere le finestre. Fuori fa ancora troppo caldo per questo. Eppure, dentro di me, la stagione è già cambiata.
Me ne accorgo soprattutto in cucina. Ho ricominciato a desiderare le minestrine cremose e anche sapori più pieni, caldi, farine rustiche, frutta secca, cose che profumano mentre cuociono in forno. È tornata quella voglia di preparare qualcosa che possa rimanere lì per qualche giorno, custodito in una scatola di latta, da prendere al mattino o nel pomeriggio insieme a un bicchiere di latte.
Così, mentre fuori l’estate sembra non avere alcuna intenzione di farsi da parte, io l’autunno ho cominciato a portarmelo in casa. Questa volta ha il profumo delle nocciole, delle mandorle e delle noci pecan appena tostate, del farro e dell’avena. E la forma un po’ irregolare di un biscotto.
Questi biscotti sono nati dalla curiosità di provare a replicarne uno della Galbusera che mi piace molto ma che, manco a dirlo, sono venuti fuori completamente diversi. E quindi sono anche il frutto di qualche tentativo, perché trovare la consistenza che avevo in mente ha richiesto un po’ più di ostinazione del previsto. Quella che cercavo non l’ho ancora trovata, ma al terzo tentativo, è venuto fuori qualcosa che mi piace anche di più.
Un biscotto profumato, con pezzetti di frutta secca che scricchiolano sotto i denti e una consistenza fondente favolosa, che lo rende perfetto anche per l’inzuppo.

Poi, mentre li preparavo, mi è tornato in mente uno stampino che avevo comprato tempo fa e che, non so bene perché, non avevo mai usato. Era rimasto lì, dimenticato insieme a tante altre piccole cose acquistate pensando prima o poi mi servirà. E infatti…
Ho formato l’impasto in piccole palline e ho cominciato a schiacciarle con lo stampo. Mi è piaciuto subito il contrasto: i bordi rimanevano irregolari, si vedevano i fiocchi d’avena e qualche pezzetto di frutta secca, mentre al centro compariva quel disegno preciso, quasi un piccolo sigillo.
Alla fine credo sia stata proprio quell’impronta a dare a questi biscotti la loro estetica. Non li ha resi perfetti, e meno male, ma semplicemente riconoscibili. E adesso mi chiedo perché quello stampino sia rimasto inutilizzato per così tanto tempo.


Una volta sfornati, naturalmente, non ho resistito e ne ho assaggiato uno caldo caldo. Erano già buonissimi così. Ma è stato solo dopo, quando si sono raffreddati completamente, che ho capito davvero che biscotti fossero diventati.
La consistenza era morbida e friabile senza essere asciutta. Di quelle che cedono al morso senza sbriciolarsi dappertutto. E lì ho pensato immediatamente al latte e caffè. A quanto sarebbero stati buoni pucciati dentro, lasciandogli appena il tempo di assorbirne un po’.
Ovviamente, ho dovuto verificare. E sì. Avevo ragione.


E poi c’è il sale.
Quelle poche scaglie aggiunte sulla superficie quasi all’ultimo momento sono state una piccola benedizione. Si incontrano ogni tanto, non a ogni morso, ed è proprio questo il bello. Arrivano all’improvviso e interrompono per un istante la dolcezza del biscotto, facendo risaltare ancora di più il sapore della frutta secca tostata e del burro.
Non ne serve molto, anzi. Deve essere una presenza discreta, qualche cristallo qua e là, abbastanza perché ogni tanto capiti quel morso in cui dolce e salato si incontrano. Ed è proprio quello il morso che mi piace di più.

Insomma, il mio consiglio è quello di provarli. Preparatevi una tazza di latte e caffè, scegliete il vostro biscotto e pucciatelo senza pensarci troppo.
E, soprattutto, godetevi queste giornate. Quelle ancora tiepide e quelle che finalmente porteranno un po’ d’autunno. Godetevi il tempo, quando potete, senza avere sempre fretta di riempirlo. Anche solo con qualcosa di buono, una musica che vi piace e qualche minuto tutto per voi. In questo presente così complesso e ingarbugliato abbiamo bisogno, almeno ogni tanto, di prenderci una piccola vacanza dalla realtà e provare a godere di quelle piccole cose che in una giornata no, possono fare la differenza.
Io, intanto, credo proprio che andrò a prendermi un altro biscotto.
A presto,
M. 🌿

Biscotti rustici di farro, avena e frutta secca
Per circa 29 biscotti
Ingredienti
- 150 g di farina di farro
- 110 g di farina d’avena
- 40 g di farina di riso
- 40 g di fiocchi d’avena
- 25 g di noci pecan
- 20 g di mandorle
- 20 g di nocciole
- 110 g di burro
- 50 g di zucchero semolato
- 50 g di zucchero di canna
- 1 uovo medio
- 50 g di latte
- 5 g di lievito per dolci
- vaniglia
- 1 pizzico di sale fino
- qualche scaglia di sale per la superficie, facoltativa
Procedimento
Tostate in un pentolino antiaderente le noci pecan, le mandorle e le nocciole, e tritate grossolanamente, senza ridurle in farina: qualche pezzetto più grande contribuirà alla consistenza rustica dei biscotti.
Riunite nella ciotola della planetaria le farine, i fiocchi d’avena, la frutta secca tritata, i due tipi di zucchero, il lievito, la vaniglia, il sale, il burro, l’uovo e il latte.
Lavorate con il gancio a foglia per circa 2 minuti, o comunque soltanto fino a quando l’impasto si sarà raccolto e risulterà compatto e omogeneo.
Formate un panetto, appiattitelo leggermente, avvolgetelo e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno 1 ora.
Dividete l’impasto in porzioni da circa 25 g e formate delle palline. Schiacciatele con uno stampino (se lo avete, altrimenti andrà benissimo un bicchiere o le dita) fino a ottenere biscotti dello spessore di circa 5–7 mm, lasciando volutamente i bordi leggermente irregolari. Completate la superficie con pochissime scaglie di sale.
Disponete i biscotti su una teglia rivestita con carta forno e cuoceteli in forno statico preriscaldato a 180 °C per circa 12 minuti. A questa cottura rimangono friabili e particolarmente piacevoli da inzuppare. Se preferite un biscotto leggermente più asciutto e croccante si può prolungare la cottura di 2/3 minuti, controllandoli attentamente. I miei sono rimasti in forno 12 minuti e, come vi ho accennato nel post, la consistenza mi è piaciuta molto.
Lasciateli riposare qualche minuto sulla teglia, quindi trasferiteli su una gratella e fateli raffreddare completamente.
Conservate i biscotti in un barattolo di vetro o una scatola di latta a chiusura ermetica. Resteranno fragranti per diversi giorni.

Le noci pecan
Tra tutta la frutta secca, le noci pecan hanno un sapore che trovo particolarmente adatto ai dolci autunnali. Sono più morbide e burrose al palato rispetto alle noci comuni, con una dolcezza naturale e un aroma che, una volta tostate, diventa ancora più intenso e ricorda vagamente il caramello.
In questi biscotti le ho abbinate a mandorle e nocciole proprio per creare un gusto più complesso: le mandorle sono più delicate, le nocciole più aromatiche, mentre le pecan aggiungono una nota morbida, rotonda e leggermente dolce, che si sposa molto bene con il farro e l’avena.
La tostatura è un passaggio piccolo ma importante: bastano pochi minuti perché la frutta secca sprigioni molto più profumo. E in una ricetta così semplice sono proprio questi dettagli a fare la differenza.

Valori nutrizionali indicativi
Calcolati per 100 g di prodotto
- Energia: circa 441 kcal
- Proteine: circa 9,3 g
- Carboidrati: circa 52 g
- di cui zuccheri: circa 16 g
- Grassi: circa 23 g
- di cui saturi: circa 11 g
- Fibre: circa 5 g
Con un biscotto cotto da circa 23 g, siamo orientativamente sulle 101 kcal a biscotto.
Sono biscotti piuttosto energetici, inutile raccontarsi il contrario: tra burro e frutta secca, le calorie ci sono. Ma dentro non ci sono soltanto calorie. Farro, avena, fiocchi d’avena e frutta secca li rendono anche ricchi e appaganti, con fibre, grassi e proteine accanto ai carboidrati.
È proprio questa combinazione a renderli, almeno per me, molto più soddisfacenti di tanti biscotti più leggeri solo sulla carta. Uno o due, magari insieme al latte o allo yogurt, hanno tutto il carattere di una vera colazione e aiutano ad arrivare al pasto successivo senza quella sensazione di aver mangiato qualcosa che è già sparito dopo cinque minuti. Sono ottimi anche spalmati con confettura o con una crema al cioccolato.








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