Frammenti di vita

Il diario di una mente incontinente #4: il rosso

13 novembre 2016

Può succedere così alle volte, si sente uno scatto dentro, come fosse scaduto il tempo della gioia, si abbassa quella luce tiepida che chissà chi aveva preso e adesso rivuole indietro e le cose si ammalano di nuovo, riprendono il loro aspetto rassegnato, senza speranza, come una strada di periferia alle quattro del pomeriggio.
Diego De Silva – La donna di scorta

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 Halo, nella versione di Lotte Kestner…

Ieri mattina, con un po’ di dispiacere, ho raccolto le ultime melegrane dal mio albero. Le ho portate in cucina e ho cominciato a sgranarle, con tanta pazienza. Se qualche volta l’avete fatto, sapete che è praticamente impossibile non schizzare ovunque di rosso. Mi è servito a poco guardare tutti i video su YouTube che spiegano come compiere l’operazione velocemente e senza danni collaterali…io ho provato a mettere in pratica gli insegnamenti, ma un lavoro “pulito” non mi viene mai. Anche se sono migliorata parecchio e l’effetto mattatoio si è ridimensionato notevolmente.

Comunque, mentre ero intenta a sgranare le mie melegrane, e man mano che vedevo cadere le perline rosse e lucenti nel piatto in cui le stavo raccogliendo, mi sono ricordata di quando ero bambina e di come fosse sempre il nonno Ciccio a farlo per me. Mi riempiva piatti interi di chicchi di melagrana e io li mangiavo con le mani: riempivo il mio pugno e buttavo in bocca. Poi il nonno è andato via…e io, le melegrane, ho cominciato a sgranarle da sola, con un filo di malinconia. La prima volta che l’ho fatto, ricordo che mi è sembrato difficilissimo e mi sono resa conto di quanta pazienza servisse. Poi crescendo e con una certa maturità ed educazione sentimentale ed emotiva, ho capito che quella del nonno non era semplice pazienza, ma soprattutto amore.

L’amore che prende forma e si manifesta in tutti i modi più strani e imprevedibili. L’amore che spesso non ha bisogno di parole, ma a volte le vuole…e che il più delle volte si trasforma in gesti, attenzioni e presenza.

Quel rosso, ieri, mi ha riempito gli occhi e il cervello di ricordi. Mi dispiace solo non riuscire più a ricordare la sua voce…ma le immagini ci sono, sono nitide e quando appaiono, scorrono lente. Come ci sono le emozioni e gli stati d’animo. Come c’è l’amore e quel senso di vuoto e mancanza che a volte affiora e mi fa desiderare di tornare indietro, anche solo per qualche attimo.

A volte 5 minuti bastano…5 minuti sono meglio di niente e io, so accontentarmi. Ho imparato anche ad accontentarmi e se è necessario lo faccio…

Tutto quel rosso e il suo significato è qui, custodito in questi scatti…

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12 Comments

  • Reply Silvia Brisi 13 novembre 2016 at 20:25

    Bellissime queste foto Mary!! Bellissime le tue parole, dolci, piene d’ amore . . .

    • Reply m4ry 14 novembre 2016 at 9:22

      Grazie Silvia :*

  • Reply L' Alligatore 13 novembre 2016 at 20:41

    Il rosso, anche se non è il mio colore preferito (istintivamente amo il verde), mi piace molto, e mi piace molto il melagrano, mi è sempre piaicuto sgranarlo (è un bell’esercizio zen, credo ne comprerò nei prossimi giorni, mi piace nello yogurt al malto) …in effetti, l’effetto mattatoio è difficile da bloccare, ma ci provo. Belle foto.

    • Reply m4ry 14 novembre 2016 at 9:23

      Anche io amo il verde, ed è il mio colore preferito, in tutte le sue declinazioni :)
      Grazie Alli, buon lunedì!

  • Reply Lucia 13 novembre 2016 at 23:11

    E’ curioso, anche per me il melograno è associato al ricordo di mio nonno Piero. Quando io e mio fratello eravamo piccoli, era sempre lui che ci preparava il succo coi frutti della pianta dell’orto, con le sue manone grezze ma sapienti e piene di un amore silenzioso :) E’ sempre un piacere leggerti!

    • Reply m4ry 14 novembre 2016 at 9:24

      I nonni…patrimonio dell’umanità :) Grazie di cuore Lucia e buon inizio settimana :)

  • Reply Tatiana 14 novembre 2016 at 11:16

    Il ricordo dei nonni è sempre strettamente abbracciato al cibo, c’è chi ha le polpette, chi le torte, chi i panini con lo stracchino (io!) e chi queste magnifiche perle rosse succose… ecco, il mio se n’è andato quasi 40 anni fa eppure rammento ancora la sua voce, ce l’ho nel cuore perché aveva una personalità abbastanza significativa che, evidentemente, si è fatta ricordare anche nei toni di voce :) E questa è una ricchezza in più che va oltre l’amore che rammento provasse nei miei confronti…
    Un dolcissimo post, mi ha riportato la memoria alla mia infanzia e ai nonni che non ci sono più, grazie…
    Un bacio!

    • Reply m4ry 14 novembre 2016 at 14:26

      Il nonno è nelle melegrane, nelle mandorle fresche, nel profumo di pane appena sfornato e nei campi di papaveri…e in tante, tantissime altre cose.
      Un abbraccio e grazie a te :)

  • Reply Francesca P. 16 novembre 2016 at 15:37

    Intensità. Di quel colore lì, proprio quello. Meraviglioso.
    Non aggiungo altro, seguo la goccia che cade e d’istinto mi verrebbe di allungare una mano e raccoglierla…

    • Reply m4ry 16 novembre 2016 at 15:41

      Grazie Fra <3

  • Reply Berry 18 novembre 2016 at 14:46

    Stupende queste foto e i tuoi pensieri con loro.

    • Reply m4ry 18 novembre 2016 at 14:47

      <3

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