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Le friselle con pomodoro “schiattato”, stracciatella e tonno per Taste&More n. 21

18 luglio 2016

Il caldo asfissiante dei giorni passati sembra svanito ( per fortuna), da qualche giorno si respira ed è confortante dormire avvolti in una copertina leggera anziché scoperti e con l’aria condizionata a palla. Martedì scorso abbiamo toccato i 42°, e giuro che non è stato affatto piacevole. In realtà, di piacevole c’è stato ben poco nella scorsa settimana, e mi riferisco ovviamente a quanto accaduto nella mia terra, e poi a Nizza e infine in Turchia. La mattina ho quasi paura di leggere le notizie…ed è sempre più forte il desiderio di isolarmi completamente da tutto ciò che mi circonda. So bene che è un pensiero utopico, ma giuro che in alcuni momenti il senso d’inadeguatezza che provo è immenso. Faccio fatica. L’empatia, in alcune circostanze, può essere emotivamente devastante. Comunque, non sono qui per parlare di cose tristi. Spero che il vostro weekend sia stato piacevole. Io mi sono rilassata molto già a partire da venerdì sera, quando, all’ora del tramonto, mi sono ritrovata immersa in una Trani che aveva su di sé un cielo meraviglioso. Il tempo era brutto, c’era vento e faceva freddo ( e io, da brava temeraria, ma soprattutto sprovveduta, ero a maniche corte), ma i colori erano meravigliosi ! Il blu in tutte le sue declinazioni e sfumature. Le nuvole erano stupende, enormi, cupe e incorniciate da merletti di sole. Il mare era color argento…e io non ho potuto fare a meno di scattare tante foto, seppur con il cellulare. E’ che certi paesaggi m’incantano. La stessa cosa è successa ieri in campagna. Dopo pranzo, mi sono stesa un po’ al sole, con gli occhi fissi verso il cielo che era di un turchese infinito. Le nuvole erano bianche e paffute. Attorno solo silenzio e quiete. A volte ho bisogno di momenti così. Mi servono per rimettere in ordine idee e pensieri. Mi sentivo un filo malinconica, ma era una malinconia di quelle che coccolano. Più che altro ho fantasticato per tutto il tempo. Avevo un film nella testa…:) Oggi è lunedì, la settimana non si preannuncia particolarmente piena, ma vedremo, meglio evitare di far pronostici. Intanto oggi sono felice per due motivi. Il primo è che potete trovare on line il nuovo bellissimo numero di Taste&More. Il secondo è che oggi, in edicola, potete acquistare il ricettario “La cucina differente” edito da in casa Feltrinelli/Gribaudo, frutto del lavoro di 75 autori mancini da tutta Italia, tra cui ci sono anche io :) E sono davvero lusingata di aver fatto parte di questo progetto anche perché partecipando ho contribuito anche io a sostenere l’associazione del Dottor Clown di Padova. Un grazie particolare va alle ragazze di Cucina Mancina, perché tutto il progetto nasce da una loro idea. Qualora non riusciste a trovare il libro in edicola, potrete acquistarlo nelle librerie di tutta Italia a partire dal 15 settembre 2016.
E ora, parliamo di cucina. La frisella è un must dell’estate pugliese. Perfette per pranzo, cena e merenda. Qui da noi si possono acquistare già pronte in tutti i supermercati e negozi, ma volete mettere il piacere immenso di provare a farsele in casa ? Questa è stata la mia prima volta, e son felice di averlo fatto per Taste&More, anche perché era la ricetta ideale per completare un articolo che parla della mia terra meravigliosa, la Puglia. Pertanto, ora basta chiacchiere…gustatevi la mia ricetta, ma soprattutto, sfogliatevi il nuovo Taste&More !
Buon inizio settimana e alla prossima ricetta ;)
Neve

Le friselle 02 Le friselle 06 Le friselle 24

5.0 from 1 reviews
Le friselle con pomodoro schiattato, stracciatella e tonno
 
Prep time
Cook time
Total time
 
Per 16 friselline
Author:
Cuisine: Italiana - Pugliese
Ingredients
  • Per l’impasto
  • 150 ml di acqua minerale naturale a temp. ambiente
  • 150 g di farina di grano tenero integrale
  • 100 g di farina di farro
  • 5 g di sale fino
  • 2 g di lievito di birra secco
  • 1 cucchiaino di miele d’acacia
  • farina di semola rimacinata di grano duro per la spianatoia q.b.
  • 
Per il condimento
  • 
pomodori fiaschetto o ciliegia q.b.
  • olive taggiasche o altre a piacere q.b.
  • tonno sottolio q.b.
  • stracciatella pugliese q.b.**
  • 
olio evo q.b.
  • sale q.b.
  • 
origano q.b.
  • **La stracciatella è un latticinio tipico pugliese. E’ il cuore della burrata, ed è fatto di panna e straccetti di mozzarella. E’ preparata con latte di mucca anche se nella provincia di Foggia è possibile trovarne una variante preparata con il latte di bufala. Potete sostituire la stracciatella con burrata o mozzarella.
Instructions
  1. Per l’impasto mettete tutti gli ingredienti nel cestello della planetaria e lavorate alla prima velocità per 10 minuti, poi lavorate brevemente l’impasto con le mani e dategli la forma di una palla.
  2. Trasferite in una ciotola, coprite con pellicola e mettete a lievitate in un luogo riparato fino al raddoppio. Le tempistiche per la lievitazione possono variare in funzione della temperatura esterna, ma vista l’esigua quantità di lievito, potrebbero volerci fino a 4 ore.
  3. Al termine della prima lievitazione, trasferite l’impasto su un piano leggermente infarinato, formate un filoncino e dividetelo in 8 pezzi uguali. Da ogni pezzo ricavate dei cilindri lunghi circa 20 cm, con diametro di 2, chiudeteli a ciambella e trasferiteli, ben distanti tra loro, su due teglie rivestite con carta forno.
  4. Coprite con un canovaccio e lasciate lievitare fino al raddoppio ( circa 2 ore ).
  5. Accendete il forno a 220° e una volta a temperatura, infornate le friselle e fatele cuocere per circa 10/12 minuti o fino a leggera doratura.
  6. Sfornate e lasciate raffreddate completamente.
  7. Tagliatele a metà in senso orizzontale e infornatele nuovamente a 150° fino a farle tostare, potrebbero volerci dai 30 ai 40 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare.
  8. Bagnate appena le friselle, conditele con i pomodori “schiattati” (schiacciati) tra le dita, abbondante olio, sale, stracciatella, tonno, origano e olive. Servite subito.
  9. Note : 
Le friselle sono ottime anche preparate con la sola semola rimaccinata di grano duro. In Salento vengono preparate con farina d’orzo e semola rimacinata di grano duro.
Le frittelle si conservano in un sacchetto di plastica.

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11 Comments

  • Reply Elle 18 luglio 2016 at 13:38

    Una volta le ho comprate e ho dovuto cercaresu internet perché sulla confezione non era scritto che bisogna bagnarle. Io poi non mi son stupita, perché si fa anche col carasau ;)
    Del caldo non so più nulla, lascio fare, perché se sto a contare le fasce climatiche non ne esco più!
    Ciao Mary :)

  • Reply Ro 18 luglio 2016 at 14:35

    Sai che speravo, alla fine della lettura, di vedere anche gli scorci che hai immortalato al tramonto e delle nuvole cicciose fotografate il giorno dopo? Quasi come volessi palpare il “paradiso” in cui ti rifugi quando c’è bisogno di rasserenare l’animo… e non parlo solo del voler stemperare la quotidianità, ma anche a causa di tutto ciò che sta accadendo ultimamente, come tu stessa hai detto.
    Ci sono eventi che straziano il cuore, soprattutto delle persone più sensibili… ed ero crta avrei trovato tra queste pagine il tuo personale “grido” di giustizia.
    Intanto però ti faccio i miei compliemnti per la nuova pubblicazione e spero davvero di non perdermela, se non dovressi trovarla in edicola… tu torna a segnalarcelo però… con la testa che ho, potrei averlo dimenticato fino a settembre! *_*
    Le friselle sono praticamente la pappa che la nonna ci preparava ogni estate al mare… proprio come le hai fatte tu con i pomodori schiacciati a quel modo e tutto il loro succo acidulo e dolciastro insieme! Il fatto che tu le abbia preparate in casa non può che inorgoglirmi (e inorgoglirti per avere reso giustizia alla vostra tradizione) per il risultato bellissimo (e scommetto buonissimo).
    Non ho mai assaggiato invece la stracciatella… ma sono sicura che se potessi averla tra le mani, la ferei fuori in un nanosecondo conoscendomi! :D
    Quindi assaggio volentieri un morso virtuale anche se mi piacerebbe taaaaaaanto assaggiarlo dal vivo! :)
    Buon inizio settimana a te, dolce Mary!

  • Reply Veronica 18 luglio 2016 at 20:11

    E lo so Cara questi giorni non sono stati facili, tutto quel dolore mi ha lasciato tanta amarezza ?Anche qui da noi l’aria è’ più fresca e si respira un po’ . Complimenti per il libro e per la ricetta. Un abbraccio ?

  • Reply Silvia Brisi 18 luglio 2016 at 21:06

    Si, in effetti la scorsa settimana è stata tremenda, terminata in bellezza con la Turchia, vabbè, anche io stamattina ho tremato ad aprire il giornale, chissà se pure ci hanno attaccato i marziani?? No, guarda, sdrammatizzo per non piangere ma anche io sono rimasta di sasso per tutto . . .
    Ma buttandoci a bomba sulle friselle, che spettacolo!!! Avevo tutti i coinquilini pugliesi all’ università, me le fecero conoscere loro, troppo buone!!
    E a proposito è un secolo che non le mangio!! Un bacione Mary, splendido tutto come sempre!!

  • Reply Francesca P. 19 luglio 2016 at 13:50

    Bisogna trovare conforto tra le cose di sempre, che amiamo, che ci riempiono, che ci scaldano, che non vanno via. Quando succedono eventi così assurdi e folli, dopo l’iniziale sgomento unito alla paura (del tutto umana e lecita), mi scatta dentro come una molla: una molla di vita. Vivere, vivere, vivere. Vivere sempre di più. E amare, darsi, godersela, baciare, abbracciare, stringere, non perdere neanche un minuto. So che sei d’accordo, che l’anima urla esattamente questo. Fame di tutto, un tutto da difendere e cercare. Ovunque si può. In cucina, tra le mani, tra i cibi che più sanno di casa come questo, tra la freschezza dei sapori e degli ingredienti, tra le parole di persone speciali… :*

  • Reply saltandoinpadella 19 luglio 2016 at 21:55

    Altro che quadro del Botticelli. Sono qui da ore estasiata davanti a queste foto. Ora so cosa sia la sindrome di Stendhal :-D

  • Reply zia Consu 19 luglio 2016 at 21:59

    Questo piatto ti rappresenta e anche se non fa parte della mia tradizione, posso confermarti che una volta provate non le ho più mollate e me le preparo spesso con il lievito madre :-)
    Anch’io spesso vorrei estraniarmi dal mondo, chiudermi nella mia bolla di sapore e non sentire più dolore..ma voglio essere forte ed affrontare la realtà a testa alta..
    Buona settimana dolcissimo tesoro <3

  • Reply Angelica 20 luglio 2016 at 9:19

    Hai preparato le friselle? ma sei bravissima! Io le conosco da quando sono nata, originaria dalla Calabria in casa non mancavano mai! Mia nonna me le condiva con olio, aceto e origano oppure con il pomodoro a pezzi come hai fatto tu!

  • Reply Mila 20 luglio 2016 at 10:20

    La settimana scorso giornali e telegiornali erano veri e propri bollettini di guerra. Ma non dobbiamo permettere che ci insinuino la paura di andare avanti e quindi benissimo uscire e continuare a vivere giorno dopo giorno.
    Stupende le tue friselle!!!

  • Reply ipasticciditerry 20 luglio 2016 at 11:58

    In effetti che settimana, ragazzi … anche io ero come tramortita!! Senti Mary soffiami un pochino di caldo qua sù per favore … in questi giorni si sta bene, fa un pochino più caldo ma giù venerdì dovrebbe cambiare di nuovo. Mi sa che dovrò trasferirmi in Sicilia se voglio il caldo!! Queste friselle sono bellissime. Sai che non ho mai provato a farle da me? Prima o poi mi ci butto :) Buona settimana Mary, un bacio. Vado a sfogliarmi la vostra bellissima rivista.

  • Reply ely mazzini 22 luglio 2016 at 21:11

    Grande Mary, hai preparato le friselle, e che meraviglia, hanno un aspetto favoloso, e condite così che bontà, vien voglia di addentarne una!!! bravissima!!!
    Un bacione e buon fine settimana

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