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Ossobuco alla birra con tortino di patate e funghi per Taste&More n. 18

22 gennaio 2016

“Stai piangendo ?”
“No, mi è entrato qualcosa negli occhi.”
“Cosa ?”
“Un ricordo”
Da una vignetta…

Ho un mezzo sorriso sulle labbra, e penso…
Penso che io sono una dalle lacrime facili.
E mi tornano in mente le parole della mia nonna Maria :”Hai le lacrime attaccate agli occhi con il filo di seta“.
E aveva ragione…ohi se aveva ragione !

Sono così da sempre.
Piango se sono felice, piango se sono arrabbiata, piango se sono triste…
Piango se guardo un film o se ascolto una canzone…

Come ieri sera, che in uno dei miei tanti zapping su YouTube, sono stata risucchiata dalle parole e dalle note di una vecchia canzone di Vinicio Capossella, “Ovunque Proteggi“.
Mi sono sentita le guance umide…stavo piangendo.

A volte piango e rido insieme, e devo ammettere che quando capita, proprio “normale, normale” non mi ci sento.
Non so in concreto come mai io sia così sensibile. Perché tutto mi arriva in modo amplificato. Elevato all’ennesima potenza.

La citazione che apre il mio post mi ha fatta sorridere, perché mi ha fatto pensare a me. Anche io piango quando mi entra un ricordo negli occhi.

Negli ultimi giorni mi sono sentita spesso in una dimensione tutta mia, e mi sono rifugiata spesso nei ricordi. O meglio, mi sono entrati talmente tanti ricordi negli occhi che a tratti ho avuto la sensazione di vivere di ricordi. E ci sono tanti ricordi che vorrei poter rivivere davvero. Vorrei riuscire a coglierne ancora l’essenza e dare valore vero a ogni singolo momento. Anche a quei momenti che mentre li vivevo, sembravano “banali”, ma che poi, a distanza di tempo, hanno acquistano un valore immenso, perché sono legati a persone che non ci sono più, o che ci sono ancora, ma non abbiamo più accanto a noi, perché capita che nella vita ci si perda.

Vorrei rivivere e riabbracciare persone, sensazioni, odori, sapori e colori.
Vorrei aver avuto in passato tutte le consapevolezze e la “saggezza” che ho oggi.

Con la testa sono ritornata in tanti dei luoghi che ho visitato nella mia vita…ho immaginato di fare la prima colazione a Parigi, nel quartiere di Montmartre, con un latte macchiato schiumoso e appena tiepido e un pan au chocolat da sogno; ho fatto un giro a Londra, sulla ruota panoramica; mi sono rivista tra le strade di Berlino, e poi ancora in navigazione sul Meno a Francoforte; ho sorseggiato un aperitivo a Santorini, all’ora del tramonto e ho cenato a Bruxelles, nel ristorante Brasiliano che ci è tanto piaciuto.

(sospiro )

Ho una immaginazione talmente fervida, che a volte mi meraviglio da sola per quello che riesco a pensare e per come lo riesco a pensare, con una dovizia di particolari che davvero mi confonde e mi fa venire il dubbio che non si tratti di cose immaginate, ma di pezzi di vita già vissuti…déjà-vu ? Vita precedente ? O fantasia immensa ? :)

In attesa di trovare una risposta al mio quesito, direi che è giunto finalmente il momento di parlare di cibo ! ( Era ora, starete pensando ;) ).

Ero davvero indecisa sulla ricetta da pubblicare oggi…stranamente, in archivio avevo un po’ di opzioni, e mi sono lanciata su un secondo. Ma non un secondo qualunque, ma su un ossobuco di quelli che fanno venire l’acquolina in bocca e che anche presente sull’ultimo numero di Taste&More. Impossibile non fare la scarpetta…il puccino fa sognare, e il tortino di funghi e patate che lo accompagna è la ciliegina sulla torta, o se preferite, il cacio sui maccheroni. Il classico piatto che riscalda, coccola e conforta nei giorni più freddi, quelli in cui fa tanto piacere starsene rintanati a casa con la famiglia. Preparatelo per il pranzo di domenica, vedrete, sarà un successone !

Direi che è tutto…penso di avervi già fatto na’ capa tanta ;) Vi saluto e vi auguro buon weekend !

Ossobuco alla birra con tortino di patate e funghi 0270

4.3 from 3 reviews
Ossobuco alla birra con tortino di patate e funghi per Taste&More n. 18
 
Per 4
Author:
Recipe type: piatto unico
Cuisine: italiana
Ingredients
  • Per l’ossobuco
130 g di birra rossa
  • 50 g di brodo vegetale
  • 
4 ossibuchi di vitello
  • 2 grosse cipolle rosse
  • 
2 cucchiaini di miele di acacia
  • 1 cucchiaino di paprika
  • 
1 limone
  • 
1 spicchio d’aglio
  • 1 rametto di rosmarino
  • 
farina q.b.
  • 
sale q.b.
  • pepe q.b.
  • olio evo q.b.
  • Per il tortino di patate e funghi
  • 500 g di patate
  • 150 g di funghi porcini ( anche surgelati)
  • 25 g di burro
  • 
2 rametti di timo
  • 2 rametti di prezzemolo
  • 2 cucchiai di grana padano grattugiato
  • 1 uovo
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • 
olio evo q.b.
  • 
Per la salsa allo yogurt
1
  • 00 g di yogurt greco
  • 50 g di panna fresca
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaino di miele di acacia
  • qualche goccia di limone
  • 
prezzemolo
pepe q.b.
Instructions
  1. Per i tortini di patate e funghi, lessate, schiacciate le patate e conditele, ancora calde, con burro, sale, pepe, grana padano e uovo. Mescolate fino a ottenere un purè.
  2. Mettete in una padella l’aglio tritato, l’olio, il timo e il prezzemolo, e aggiungete i funghi, mondati, lavati e affettati. Salate, pepate e fate cuocere.
  3. Rivestite di carta forno una teglia, adagiateci 4 coppa pasta ( da 7 cm di diametro), rivestite i bordi con strisce di carta forno, e mettete in ciascuno un cucchiaio di purè, i funghi e altro purè. Tenete da parte.
  4. Per gli ossibuchi, ponete un’ampia padella su fiamma medio-bassa, aggiungetevi l’olio, l’aglio tritato, il rosmarino e la scorza di limone grattugiata, una volta caldo, aggiungete gli ossibuchi precedentemente infarinati e incisi sui bordi.
  5. Fateli rosolare su entrambi i lati.
  6. Salate, pepate, aggiungete il miele e le cipolle affettate finemente.
  7. Coprite, abbassate la fiamma e fate appassire le cipolle e poi aggiungete un mix composto dalla birra, brodo e paprika, coprite e fate cuocere per circa un’ora e mezza.
  8. Il sugo di cottura dovrà risultare denso e corposo.
  9. Portate il forno a 200° e cuocete i tortini di patate e funghi per circa 20 minuti, o fino a quando non si sarà formata una crosticina.
  10. Per la salsa allo yogurt mescolate con una frusta, quasi a volerlo montare, lo yogurt con panna, limone, miele, sale, pepe e prezzemolo sminuzzato.
  11. Componete il piatto servendo l’ossobuco con abbondante sugo, con il tortino di patate e con la salsa allo yogurt.

Ossobuco alla birra con tortino di patate e funghi 0269 Ossobuco alla birra con tortino di patate e funghi 0278

Qualora non l’aveste ancora fatto, sfogliate l’ultimo numero di Taste&More, che contiene tantissime ricette sfiziose, compresa quella dei #panzerotti !

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18 Comments

  • Reply Imma 22 gennaio 2016 at 12:01

    L’ossobuco è un piatto che ho sempre voluto provare ma non è facile trovare dalle mie parti chissà perchè:-) cmq questa tua proposta mi piace assai cosi come il tuo post sempre cosi pieno di pensieri ed emozioni!!Un abbbraccio,Imma

    • Reply m4ry 23 gennaio 2016 at 9:09

      Ma davvero ? che strano ! Un bacione Imma bella e buon weekend :*

  • Reply AliceOFM 22 gennaio 2016 at 13:15

    Che bella la frase di tua nonna! Anch’io sono da lacrima facile, non tanto per i film (a meno che non ci siano indifesi o animali che muoiono – e lì il Rio delle Amazzoni si sente sfidato), quanto per tutto il resto :D
    Aspettando il prossimo pianto ordino un tortino patate e funghi con la salsa, grazie!

    • Reply m4ry 23 gennaio 2016 at 9:08

      Ahahahah ! Tutti i tortini che vuoi ;) Un abbraccio Alice cara <3

  • Reply Veronica 22 gennaio 2016 at 18:40

    La tua sensibilità e la parte di te che più ti rappresenta cara e a me piace leggerti perché le emozioni che vivi le trasformi in parole . Per le tue ricette altra storia !!! Appena le vedo vorrei mangiare lo schermo ??

    • Reply m4ry 23 gennaio 2016 at 10:48

      Grazie di cuore Veronica <3

  • Reply Francesca P. 22 gennaio 2016 at 18:49

    Siamo in due a sospirare… e, neanche a dirlo, la citazione è perfetta anche per me! Forse poche cose come i ricordi mi fanno commuovere… quel senso di vissuto che non c’è, tutto il peso del tempo passato, l’impossibilità di rivivere momenti speciali, l’emozione forte nel ripensarci, come fossero vicini…
    Siamo tremende, se insieme entriamo nel tunnel di certe riflessioni non ne usciamo più! Oppure ci usciamo col rimmel colato e il naso che gocciola, mentre Vinicio canta e fonde il cuore come il sughino che condisce questo piatto… :-)

    • Reply m4ry 23 gennaio 2016 at 9:08

      Ieri sera, ho letto il tuo commento subito dopo essere uscita dalla doccia…avevo tutto il rimmel colato ( non perché stessi piangendo…) e mi è venuto da sorridere :) Siamo due matte…ecco ! :*

  • Reply Silvia Brisi 22 gennaio 2016 at 21:24

    Ah ah, io invece non ho le lacrime facili, anzi . . . ce le ho facili quando mi arrabbio, quello si, solo che poi passo per quella isterica pazza . . . vabbè!!
    Passando al piatto, se dico che mi ci tufferei dentro si capisce che mi piace??
    Un bacione!! Buon we!!

    • Reply m4ry 23 gennaio 2016 at 9:03

      :) Tu sei una donna Denim :P
      Baci Silvia bella, buon weekend !

  • Reply debora 23 gennaio 2016 at 19:32

    Quella battuta iniziale è della mitica Lucy!!! E se hai pianto per Ovunque Proteggi, prova ad ascoltare Le Sirene ….chissà magari ti inspirano qualche altro.meraviglioso piatto!! È stato un piacere passare di qui
    Debora

    • Reply m4ry 24 gennaio 2016 at 16:10

      Sì, è la Lucy…ci somigliamo io e lei :) Le Sirene la conosco bene…testo meraviglioso…
      Grazie Debora, per me è stato un piacere accoglierti :) Buona domenica e a presto !

  • Reply Luigi 24 gennaio 2016 at 10:00

    Aaah, le lacrime di sfogo, quelle prove di energia, come mi mancano!

    • Reply m4ry 24 gennaio 2016 at 16:10

      Le lacrime…che meraviglia :)

  • Reply Audrey 24 gennaio 2016 at 17:15

    Mi sa che siamo in due ad avere un immaginazione cosi fervida ;)
    la ricetta è uno spettacolo per non parlare delle foto, meravigliose!!
    Un abbraccione e buona domenica

    • Reply m4ry 24 gennaio 2016 at 18:39

      Grazie mille Audrey <3 Buona domenica e un bacio grande grande !

  • Reply Mr.Hyde 25 gennaio 2016 at 1:30

    Proprio oggi mi è passata per la testa una considerazione, una di quelle sempre più rare riflessioni che illuminano i miei momenti di costante oscurità mentale dopodiché ripiombo nel limbo..Pensavo che la mia vita, la nostra vita, è un brevissimo intervallo alla fine del quale non riusciamo nemmeno a comprenderne la ragione di esistere..Riusciamo ad aggiungere poco, molto poco, in termini di conoscenza della essenza dell’universo, qualcosa in più di saggezza e buon senso. La nostra vita consiste sicuramente nel soddisfacimento di appetiti, dettati dal cervello, o dal nostro organismo, noi stessi siamo in grado di riprodurre la vita: facciamo parte di un enorme ed atavico ingranaggio finalizzato a questo.. ma al di là di questo non riusciamo a spingerci.Siamo giunti ad un livello di tecnologia superiore a quello dei primi anni della comparsa dell’uomo sulla terra a fronte di un enorme abbassamento della qualità della vita..Questo conferma che la strada che abbiamo percorso fino ad oggi è sbagliata – stiamo andando verso lo spegnimento della nostra “civiltà”…Non ci resta che coltivare amori e affetti e difendere i nostri pensieri: il cervello è rimasto l’unico intorno ancora inaccessibile, visto che ormai i droni aleggeranno sulle nostre teste e non avremo privacy neanche quando andremo a gabinetto..
    Un abbraccio sincero.

    • Reply m4ry 25 gennaio 2016 at 7:33

      Caro Mr.Hyde, sono totalmente d’accordo con te. Tutta questa tecnologia ci sta portando verso una strana forma di involuzione. Sai che anche io vivo con disagio e timore questo presente. Momenti bui, e mi capita sempre più spesso di sentire il bisogno di chiudermi nel mio mondo perfetto, quello costruito dalla mia mente. Quello in cui al primo posto ci sono i valori in cui io credo…quello in cui non ci sono guerre, non c’è chi vuole dominare chi, quello in cui siamo tutti uguali e l’Amore, quello con la A maiuscola, vince sempre. A volte mi sento un po’ come Alice nel paese delle meraviglie…ma non importa. Preferisco rimanere ciò che sono, piuttosto che farmi risucchiare da questa realtà che non mi piace affatto. Un caro abbraccio.

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