Frammenti di vita

Perché anche noi siamo Reyhaneh

29 ottobre 2014
“Mi hai insegnato che veniamo al mondo per fare esperienza e per imparare una lezione, e che ogni nascita porta con sé una responsabilità. Ho imparato che a volte bisogna combattere. Sei stata tu a insegnarmi che bisogna perseverare, anche fino alla morte, per i valori.”
Reyhaneh Jabbari


E’ per scelta che in questo blog, io eviti di parlare di attualità, politica e cronaca. Il mio desiderio è che questo spazio rimanga un luogo leggero, in cui chi arriva possa raccogliere un po’ di energia positiva, serenità, e qualche pensiero più o meno serio sul senso della vita. E’ mio desiderio che qui si parli di cibo, seppur in modo diverso, che si guardino immagini capaci di evocare sensazioni piacevoli, e che si ascoltino canzoni in linea con il mio, più o meno discutibile, gusto musicale. Sì, ma a tutto questo c’è un “però”. Nonostante io non ne parli mai, o quasi mai, non esiste singolo giorno in cui io non guardi almeno 2 telegiornali e non legga notizie sui quotidiani. Il tutto con grande spirito critico, perché mi è stato insegnato fin da quando ero bambina a farmi sempre un’idea che sia mia sulle cose. Sono ferratissima sulle questioni politiche e ovviamente ho le mie idee un po’ su tutto : sui leader politici, sulle unioni civili, sulla fecondazione assistita, sull’articolo 18, sulla legge elettorale…e potrei continuare all’infinito, perché quello appena fatto, è solo un elenco puramente indicativo e non esaustivo. Tutto questo lungo preambolo per dire che oggi, proprio non ce la faccio a non lasciare qui un pensiero per Reyhaneh. Reyhaneh che da giorni è nella mia mente. Penso che un po’ tutti abbiate seguito la vicenda di questa giovane ragazza iraniana, condannata a morte e impiccata dal regime, perché aveva ucciso l’uomo che tentò di violentarla. Si è mobilitato il mondo intero nel vano tentativo di convincere il governo iraniano a concederle la grazia. Una condanna assurda, per omicidio premeditato. Già, perché in Iran, evidentemente, difendersi, perlomeno per una donna, non è un gesto istintivo, ma bensì un gesto premeditato. Quindi Reyhaneh, avrebbe dovuto subire la violenza, senza battere ciglio. Evidentemente in Iran, la vita di una donna, la sua dignità e la sua integrità, valgono meno di un pugno di lenticchie. Sono spaventata dai miei simili. Sono spaventata da chi pensa di poter fare della vita degli altri ciò che vuole. Sono spaventata da chi vuole imporre agli altri il proprio modo di pensare, sia che si tratti di ideologia politica che religiosa. Mi fanno paura le guerre in nome di Dio. Io non so quale Dio potrebbe mai volere la guerra, la morte e la distruzione. Io non sono credente, o semplicemente non mi sono ancora fatta un’idea definitiva. Ma una cosa è certa, Dio, per come lo immagino io, è una “persona” buona, capace di distinguere tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Perché è proprio di questo che si tratta. Fare del male al prossimo, è sbagliato. Calpestare gli altri, è sbagliato. Trattare le donne come bestie, è sbagliato. E la cosa che più spaventa, è che siano proprio gli uomini, partoriti dalle donne, a trattarle come merce avariata. Come oggetti inanimati, come cose da prendere, usare, rompere e poi gettare. La pena di morte, è sbagliata. L’assolutismo di ogni regime, è sbagliato. E’ tutto un non senso. Non si può rimanere indifferenti, perché anche noi siamo Reyhaneh.

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16 Comments

  • Reply Mirtillo E Lampone 29 ottobre 2014 at 10:58

    Non mi darò mai pace. Non mi darò mai pace per far parte di questa SPECIE, di questa che ci ostiniamo a chiamare CIVILTA'. C'è qualcosa di civile nella morte, nella guerra, nelle bombe, delle vittime innocenti, delle ingiustizie, dell'economia che governa tutto, della mancata informazione, del potere?
    C'è della civiltà Mary?
    No.
    La guerra non è mai la soluzione, così come non la è la vendetta.
    Non so quale può essere, non sono la NATO, non sono un politico, non sono preparata, ferrata su niente, non conosco. Ma non serve conoscere per sapere che questa morte, come tante altre, come le guerre di cui parli, sono inutili. E tali rimarranno.
    L'essere umano è l'essere vivente più spregevole che esista sulla faccia della terra.
    Io mi vergogno di farne parte.
    Grazie per il tuo post Mary. Ti voglio bene.

  • Reply peppe 29 ottobre 2014 at 11:31

    Grazie Mary per questa tua profonda riflessione, non ho veramnete parole da aggiungere perchè alcune volte il nostro mondo ci stupisce così tanto da lasciarci senza parole!!spesso e volentieri per episodi del genere. Un abbraccio e speriamo in un mondo migliore!!!Peppe

  • Reply Silvia Brisigotti 29 ottobre 2014 at 11:55

    Mary, non ho da aggiungere altro a quello che hai detto . . . anche io sono spaventata da chi vuole imporre a tutti i costi la propria volontà, e purtroppo con queste persone le parole non bastano, anzi, non servono proprio, e purtroppo molte volte ci riescono a imporla, con la violenza, certo, non conoscono altri mezzi, ma lo fanno.
    E usano una violenza inaudita, per noi allucinante nella sua ferocia, una violenza atavica, che da noi non esiste quasi più. Non so, però per quanto mi riguarda inizio davvero a pensare che ci sia poco da parlare . . . se i governi per primi tengono quelle linee, ma cosa gli devi dire??? Non so, le cellule violente in qualche modo magari si riescono ad arginare ma se i governi sono dei primitivi . . . io non credo ci siano tante soluzioni, ringrazio di essere nata qui e non lì. Non so Mary, ne ho le tasche piene di questi governi religiosi, non li tollero più. Non credo abbiano il diritto di esistere, perché sono oppressivi. Ma chi sono io per dire che un governo eletto da un popolo non deve esistere?? Se lo hanno eletto è perché gli va bene . . . o perché non c'erano alternative purtroppo . . . e se mancano le alternative le cose non cambieranno mai . . . siamo nel 2014 e contemporaneamente nel medioevo. Quando l'uomo imparerà mai a rispettare il prossimo? Quando?
    Grazie davvero per questo post. Purtroppo penso che Reyhaneh non sarà l'ultima.

  • Reply Miu Mia 29 ottobre 2014 at 12:04

    Parole. Un'arma a volte. A volte no.
    Qual è il senso?
    La tragedia è che a tutto questo un senso non c'è.
    Indignazione e sofferenza quelle che noi proviamo. Tristezza, malinconia, rabbia, anche. E poi ci si dimentica fino alla prossima giovane vittima. Credi ci sia qualcuno che ascolta? E se ascolta, fa qualcosa? Noi possiamo fare qualcosa?
    Io mi sento impotente su questa terra.
    La parola. Esiste. E usiamola.
    Brava.

  • Reply Dolci a gogo 29 ottobre 2014 at 12:21

    Tesoro cos' altro aggiungere alle tue parole e alla tua riflessione….non c'è un motivo una ragione per la quale questa cosa possa essere capita….è pura barbaria che mi sconvolge!!Baci,Imma

  • Reply Letiziando 29 ottobre 2014 at 13:08

    ho poco da aggiungere alle tue profonde riflessioni…. perchè la penso esattamente così!

  • Reply Ale 29 ottobre 2014 at 14:52

    condivido a pieno cara e sappi che la penso esattamente come te…bella la fot, i tuoi occhi esprimono tanto…

  • Reply Ros Mj 29 ottobre 2014 at 15:14

    E' esattamente come dici, cara…molto triste, drammaticamente diffusa questa concezione della donna in alcuni paesi. Bello e dolce il tuo pensiero per Reyhaneh. Un bacio

  • Reply Michela 29 ottobre 2014 at 17:26

    Amo l'Iran. E' stato il Paese più bello e contraddittorio che io abbia mai visitato. E ci sarebbe davvero molto da dire, ma le parole stasera sono troppe. Dopo le tue, così giuste.
    Ancora non mi capacito di come possano avvenire ancora queste cose….di come venga permesso che le donne vengano uccise per mano di uomini. E non servirebbe una giusta causa: la giusta causa non esiste a prescindere.
    Sono contraria alla pena di morte, in qualiasi direzione.
    Ho letto del messaggio che Reyhaneh ha lasciato alla madre e ho rabbrividito.

    Grazie per questo post Mary, anche se fa davvero tanto male.
    Michi

  • Reply Tiziana M 29 ottobre 2014 at 18:26

    davvero difficile commentare.. difficile perché non ci dovrebbero nemmeno essere cose così da commentare, fanno malissimo dentro!! ma sai qual'è la cosa assurda?! che il fatto che abbia subito una violenza invece sia una cosa normale, lecita e non condannabile.. questo mi fa impazzire!! io non sono razzista, sono per la lealtà e la giustizia, sono per il rispetto delle regole e delle leggi del paese in cui ti trovi, io stessa ovunque vado mi adatto, ma ti garantisco che son messa a dura prova davanti a queste cose!!!! un grosso bacio

  • Reply mr.Hyde 30 ottobre 2014 at 0:42

    Post appassionato, scritto con amore per la giustizia e la libertà e la giustizia, con rabbia e dolore con il quale concordo pienamente!.Sono convinto che le donne saranno le protagoniste di una profonda svolta sociale in quella parte di mondo perchè dimostrano grande sensibilità ed intelligenza.Sembra che gli uomini abbiano molta paura di questo inevitabile processo di emancipazione, e rispondono in maniera violenta e inadeguata continuando a mantenere ed applicare leggi pare siano state scitte nell'età della pietra…
    Un abbraccio!

    • Reply angolodidafneilgusto 30 ottobre 2014 at 6:31

      Si, mr.Hyde, erano proprio quelli i sentimenti che mi hanno animata mentre scrivevo questo post, che mi è venuto fuori d'impulso…non riesco a smettere di pensare che avrei potuto essere io Reyhaneh. Potevo nascerci io in quei luoghi…Io condanno la pena di morte in senso assoluto. Condanno ogni forma di discriminazione in senso assoluto…..viviamo in un brutto mondo, dove c'è sempre qualcuno che vuole imporre il proprio punto di vista agli altri. C'è sempre qualcuno che pretende di ergersi in cattedra e dettare regole…le sue regole..regole che spesso non hanno nulla a che fare con la giustizia…che tristezza…Un abbraccio a te.

  • Reply Audrey Borderline 30 ottobre 2014 at 10:58

    Ciao Mary,
    purtroppo ho seguito questa vicenda e, con grande rabbia e disgusto, mi chiedo, ancora una volta, in che razza di mondo viviamo.
    Io capisco, accetto e condivido le diversità di opinioni e di cultura. Non siamo tutti uguale e bisogna rispettare anche chi non la pensa come noi, ma questa volta non posso proprio chinare il capo e dire: per loro è cosi. No, perchè per il mondo intero e per qualsiasi cultura e società le cose non possono essere cosi. Se uno ti fa del male per istinto reagisci e nel reagire le cose possono concludersi nel modo peggiore. Secondo loro cosa doveva fare questa donna? Dirgli: serviti pure!!! Ha reagito e l'ha ucciso, in breve ha fatto la cosa migliore perchè ha tolto un essere spregevole da questo mondo e non può pagare una cosa simile. Che tristezza e che schifo.
    un abbraccio

  • Reply Simona Mirto 31 ottobre 2014 at 5:19

    Mia cara amica sono smarrita per l'accaduto… e non sono riuscita a darmi nessuna spiegazione… se pensi che in alcuni stati americani è lecito sparare con un fucile un ladro che varca una siepe e dall'altra parte del mondo una donna non può nemmeno difendersi da una violenza, comprendi come non esiste equilibrio, umanità, buon senso… Sono disgustata e inorridita dal mondo in cui viviamo… davvero…
    Grazie per questo post… scrittura impeccabile e appassionata… meriterebbe un articolo su un giornale..
    ti abbraccio tesoro:*

  • Reply Chiara Setti 31 ottobre 2014 at 6:53

    Quando leggo, sento o penso a queste cose mi sale una rabbia impotente perché tanto si vorrei dire o fare ma alla fine le cose rimangono sempre uguali. La vivo come una battaglia persa anche se forse l'unico strumento rimastoci è proprio quello di parlarne anche qui attraverso il blog come hai fatto tu. Ti abbraccio

  • Reply sandra pilacchi 31 ottobre 2014 at 12:44

    non ne ho voluto parlare Mary. non lo so perchè. mi dava fastidio. mi dava fastidio pensare a quanto siamo ignobili noi uomini quando ci mettiamo d'impegno. non conosco il corano ma non posso credere che ci sia scritto che si debba uccidere una donna perchè si è difesa.
    magari se non fosse morto, lui, lo avrebbe pure lasciato andare come se niente fosse. ma ho questa indignazione di base, di sottofondo, che mi rode l'anima e mi fa incazzare sempre di più. e hai proprio ragione: gli uomini uccidono coloro che gli partoriscono.
    che cosa ci possiamo meritare come specie Mary? che cosa se non l'estinzione?
    siamo indegni

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