Impasti lievitati

Focaccia con licoli ai pomodorini & olive nere

24 marzo 2013
A volte mi capita di voler scrivere un post, ma di ritrovarmi improvvisamente senza parole, come svuotata. Eppure, di cose da dire o da raccontare ce ne sarebbero tante. Ma è come se tutte quelle cose volessero rimanere lì, imprigionate da qualche parte dentro di me, trattenute da una rete fitta e stretta che non lascia filtrare nulla. E’ un po’ come quando mi capita che d’improvviso mi passa la voglia di parlare, o anche di pensare. Ci sono momenti in cui più che dare, sento il bisogno di ricevere..più che di voler essere io a raccontare qualcosa, ho voglia che mi venga raccontato qualcosa, ho voglia di starmene lì, in un angolino ad ascoltare, come quando ero bambina. I ricordi più belli sono quelli legati a mio nonno Ciccillo. Mi rivedo lì, a casa dei nonni, seduta al tavolo, con le gambe a penzoloni e la testa riccioluta tra le mani. Aspettavo le storie del nonno, magari erano sempre le stesse, ma amavo ascoltarle, ancora e ancora. Quante store sapeva il mio nonno, e io ne rimanevo rapita. Le sapeva raccontare davvero bene le storie. Quell’uomo grande e grosso, si scioglieva come neve al sole quando stava con me. Oggi mi manca, e vorrei che fosse qui. Vorrei che fosse qui con le sue storie, con le sue canzoni, vorrei che fosse qui per portarmi a comprare il gelato al cioccolato con doppia panna. Vorrei che fosse qui perché con lui mi sentivo al sicuro, protetta, mi sentivo davvero bambina. Oggi ho solo voglia di ascoltare. Mi va bene qualsiasi cosa..una favola, un racconto di vita, una poesia, un pensiero, una canzone. Lasciatemi quello che volete, ne sarò davvero felice.
Quando ero bambina, con una focaccia mi facevi felice. Quando tutta la famiglia si riuniva, la nonna Maria impastava chili di farina a mano. Farina, acqua, lievito e sale. Se proprio voleva esagerare, nella focaccia ci metteva anche le patate. Aveva una forza incredibile nelle braccia. Cominciava ad impastare il pomeriggio presto,  lasciava lievitare la massa, e poi, pian piano, la stendeva con le mani nelle teglie di ferro unte generosamente con l’olio d’oliva, quello buono. Condiva bene con i pomodorini, l’origano e l’olio, e nonno Ciccillo, portava le focacce a cuocere nel forno a legna. 
Questa focaccia, mi ha ricordato molto quella preparata da mia nonna. E’ la mia prima focaccia con il licoli. Risultato sorprendente. Impasto leggero, digeribile, croccante fuori, soffice e ben alveolato all’interno. Una focaccia meravigliosa :)
Provatela :)

Ricetta per una teglia rotonda da 33/34 cm di diametro
Per l’impasto
150 gr di licoli attivo
200 gr di farina di grano duro
200 gr di farina 0 tipo manitoba
2 cucchiaini di zucchero
2 cucchiaini di sale
300 ml di acqua tiepida
2 cucchiai di olio evo
Per la farcitura
10 /12 pomodorini ciliegia
olive nere toste
timo e origano
olio evo
sale
pepe
olio evo
2 pizzichi di zucchero
Mettete il licoli nella planetaria  e mescolatelo, con l’aiuto di un cucchiaio,  con l’acqua tiepida. Aggiungete tutti gli altri ingredienti mescolate con il cucchiaio e poi lavorate per 5 minuti con la planetaria alla quale avrete montato il gancio impastatore. Coprite e fate riposare per 10 minuti. Lavorate nuovamente l’impasto per 10 minuti. Coprite e fate riposare per un’ora. Trascorsa l’ora, ungetevi le mani, e muovete delicatamente l’impasto da destra verso sinistra e da sinistra verso destra. Dovrete ripetere questa operazione per tre volte ( 1 volta all’ora ).
Passate 3 ore di lievitazione, prendete la teglia, ungetela d’olio, e trasferiteci dentro l’impasto, allargandolo delicatamente con le mani.
Lasciate lievitare altri 30 minuti, e intanto accendete il forno a 250°, in modalità ventilata. In una ciotolina mettete i pomodori, le olive sminuzzate e private del nocciolo, e condite con tutti gli ingredienti indicati per la farcitura.
Farcite la focaccia una volta trascorsi i 30 minuti, completate con abbondante olio evo e infornate per circa 30 minuti. Verificate ad occhio il livello di cottura, e in particolare verificate che anche sotto si sia formata una bella crosta. Meglio qualche minuto di cottura in più, che in meno. A me la focaccia piace croccante fuori e soffice dentro.

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53 Comments

  • Reply Elefantest89 24 marzo 2013 at 17:30

    Buonaaaaaaa!

  • Reply Manuela e Silvia 24 marzo 2013 at 17:57

    Ciao! croccantina e decisamente saporita questa focaccia! un bacione e buon inizio settimana!

  • Reply mr.Hyde 24 marzo 2013 at 18:05

    Eh, non ci sono piu' i nonni che raccontano le storielle. Ora i bambini si siedono davanti al PC e se le fanno raccontare da lui. Pero' forse non è la stessa cosa..

  • Reply Marisa. Uncicloneincucina 24 marzo 2013 at 18:56

    Ciao Mary! con il tuo post mi hai riportato indietro nel tempo, quando anche io passavo i pomeriggio dai miei nonni (abitavamo a due passi nel vero senso della parola!), e lì facevo i compiti…facevo merenda….pensa te, ho un ricordo vivissimo di quando guardavo lo Zecchino d'oro assieme a mia nonna, e con lei facevamo i commenti alle canzoni! Ma soprattutto, quando stavo male con la febbre, mia mamma al lavoro e mio papà anche, rimanevo lì nel lettone di mia nonna e lei aveva cura di me!…Ho passato tantissimo tempo con loro, quindi comprendo bene la tua affettuosa nostalgia!
    La tua focaccia è molto buona cara amica!
    un bacione grande!
    Mari

  • Reply La Dile 24 marzo 2013 at 19:00

    Mary questa focaccia è strepitosa…è molto bello aver letto questo spaccato della tua vita, anch'io nono molto legata ai ricordi con mia nonna, mio nonno purtroppo è venuto a mancare troppo giovane, e leggendo le tue righe la mia mente è volata tra bellissimi ricordi… quindi grazie, grazie..un abbraccio.

  • Reply Badit 24 marzo 2013 at 19:03

    La vista di questa bella focaccia mi ha messo una fame che non ti dico..bello questo ricordo di tuo nonno..ti lascio un pensiero di un "leone" che tenevo sul desktop
    Ciao :)

    La solitudine è per me una fonte di guarigione che rende la mia vita degna di essere vissuta. Il parlare è spesso un tormento per me e ho bisogno di molti giorni di silenzio per ricoverarmi dalla futilità delle parole.
    Carl Gustav Jung

  • Reply ♫ ♪ Anna ♫ ♪ 24 marzo 2013 at 19:17

    Bellissimo racconto pieno di amore, anche io ho un ricordo bellissimo con mia nonna materna, ho il suo stesso nome, l'ho resa bisnonna mi manca tantissimo è sempre con me nel <3!
    bellissima focaccia mi piacciono tanto!
    Buona serata baci!

  • Reply mirmia 24 marzo 2013 at 19:48

    Ciao nostalgica Mary ti racconto cio' che mi e: successo stssera abito vicino ad un grsnde padiglione dove si svolgono fiere concerti sfilate e oggi c'era unaesposizione di orchidee provenienti da tutto il mondo io e la mia amica ci siamo andate con prole al seguito avendo lasciati gli occhiali a casa mi sono avvicinata fprse troppo a guardare l'orchidea piu' piccola del mondo si guardava cpn una lente qualvuno mi ha spinta e sono caduta provocando un effetto domino che figura meno male che non ho fatto danni particolari anzi essendomi spaventata mi hannp anche offerto da bere .Dopo il mio raccontp fantpzziano volevo dirti che anch'io non ho i miei nonni al quale ero legatissima soprattutto la mia nonna materna l'adoravo… Ma quando anche il mio papa'e'andatp via mi si e'rotto il cuore prendiamo ogni attimo della lprp vita facciamp tespro di ogni parola e vivranno con noi x sempre non dobbiamo mai dare x scontato che esistono io ora ho capito tanto ora che ho solo lamia mamma me la coccolo appena posso e il mi primo pansierp la mattina e' chiamarla viviamo molto lontano non so se mi sono fatta capire ma amiamoli e viviamoli quanto piu'e'possibile io purtroppo col mio papa'ho avutp pre un rapporto un po' distaccato lo amavo tanto ma non riuscivo a dirglielo vorrei tanto tonare indietro… Ciap Mary ti abbraccio

  • Reply lalexa 24 marzo 2013 at 19:57

    ti lascio un prezioso Haiku stella:
    " cade una foglia di plautonia-
    perchè non vieni
    nella mia solitudine?
    (MATSUO Basho)..oggi solo questo.ti abbraccio

  • Reply Federica 24 marzo 2013 at 20:02

    Ho la stesa sensazione da giorni, parole che si bloccano, pensieri che si eclissano e tanta voglia di rimanere rintanata in un cantuccio. Ancora una volta a leggere "nonna Maria" ho avuto un sussulto. E' strano come a distanza di 30 anni e più sentire pronunciare queste due parole insieme continui a sortire lo stesso effetto: un misto di nostalgia, tenerezza, malinconia e la sensazione di essere ancora una bambina.
    La tua focaccia è una meraviglia tesoro, devo ancora cenare e ci allungehrei volentieri la mano su uno di quei tranci goduriosi. Me la segno, con licoli ancora riesco ad ottenerla come vorrei e sento che questa è quella buona :D!
    Di parole non ne ho tante ma ti lascio un forte fortissimo abbraccio con tutto il cuore. Buona settimana :*

  • Reply sabina 24 marzo 2013 at 20:10

    anche io sono bloccata da un po' di tempo, vorrei dire tante cose, ma poi mi chiedo che senso ha…….
    invece posso solo immaginare quanto ti manchino i tuoi nonni, io purtroppo non ho avuto la fortuna di conoscerne neanche uno, sono morti tutti giovani.
    Oggi ho comperato anche io i pomodorini proprio perchè ho in mente qualcosa del tipo della tua focaccia, è meravigliosa come te
    un bacione

  • Reply Mary 24 marzo 2013 at 20:19

    Che bei ricordi!!
    Mi hai fatto tornare in mente l'immagine di mia nonna, la sera di Natale, che preparava le scacciate, e mio nonno che andava avanti e indietro per infornarle nel forno a pietra! A volte capitava che qualcuna si bruciacchiava ! Ma a noi, piccolini ,poco importava ,eravamo felicissimi in mezzo a quel via vai ,allegro e spensierato!!
    Complimenti per la focaccia e bentornata !
    A presto!

  • Reply Roberta Morasco 24 marzo 2013 at 20:20

    Cara Mary,
    che focaccia meravigliosa..e le foto..bellissime.
    Capita sai, mi capita spesso di avere tante cose dentro ma non riuscire, o non avere voglia di esternarle..
    Sai quante volte a desiderare di scrivere il post e non riuscire a mettere giù due righe che mi soddisfino…
    Sei fortunata ad avere dei bei ricordi dei tuoi nonni, io purtroppo li ho persi abbastanza presto e di ricordi non ne ho molti..
    Cosa ti devo raccontare, che mentre ti sto scrivendo mia figlia Serena di 4 anni, sta crollando dal sonno mentre beve il latte e che mi fa morire dal ridere quando è 'ridotta' in questo stato..hai presente i video di striscia dove i bimbi cadono con la faccia dentro al piatto?…meglio che la porti a letto và…
    Ti abbraccio forte, sono tanto felice di incontrarti a Roma! Roberta <3

  • Reply Cinzia Ceccolin 24 marzo 2013 at 20:32

    Splendida questa focaccia Mary :-) e i tuoi ricordi e le tue emozioni, sensazioni.. bè, è un piacere leggerti sempre. Vorrei poterti raccontare una storia, ma non sarei brava come il tuo nonno.. anzi a dirla proprio tutta non sono ero molto brava ma adesso che sono mamma ho imparato anche a raccontare le favole, e persino ad inventarmele :-) sì perchè il mio bimbo ama le moto, e una verde in particolare :-) bè, comunque storie di moto fantastiche, di aerei che magicamente volano sul lago, un circo della notte, dove tutto può essere :-).. insomma queste sono proprio favole, ma capisco o meglio posso immaginare come ti senti. Il desiderio di riavere le persone care che adesso non ci sono più e che rappresentano la nostra famiglia, la nostra essenza. Forse vaneggio e forse ciò che scrivo ti sembra stupido, perdona se così fosse, è che leggendo il tuo post ho pensato alla mia nonna, che spesso tanto mi manca.. Lei che mi preparava il caffè tutti i pomeriggi e con la quale tanto parlavo e che adesso non c è più e ancora non mi sembra vero.. Un bacione Mary

  • Reply Vaty ♪ 24 marzo 2013 at 20:39

    Capita mia cara e come sempre ti capisco e come…
    Il ricordo di tuo nonno e tenerissimo:-) così come questa focaccia di tua nonna.
    Ma come vedi, ancora una volta sei tu che ci hai allietate. Bacio grande cara e ben tornata.

  • Reply celeste 24 marzo 2013 at 20:56

    Mano mano piazza, ci passò una lepre pazza: uno la vide, uno la ammazzò, uno la cucinò, uno la mise in pentola e al povero mignolino, che era andato a prendere il pane e il vino, non rimase nemmeno un ossicino.
    Non so perchè ma mi è venuta in mente questa :)
    Gran patrimonio i nonni, anche a me mancano tantissimo.
    Ti abbraccio e mi gusto la tua meravigliosa focaccia che tanto ti ricorda i tuoi nonni. E' favolosa.

  • Reply Fashion Riddles 24 marzo 2013 at 21:15

    Ciao Mary, la tua focaccia parla da sola… Quindi a volte non è poi così necessario aggiungere tante parole…!
    V

  • Reply cadè 24 marzo 2013 at 21:22

    Questa focaccia mi ha fatto tornare alla mente quando, bambina, trascorrevo parte delle vacanze estive in un paesino. Il pane si preparava ogni settimana e si cuoceva nel forno a legna; non c'erano termometri per misurare la giusta temperatura, si infornava la focaccia bianca per pochi minuti, se usciva ben cotta, non bruciata era giunto il momento di infornare e allora via con quei filoni allineati su lunghe tavole e separati dalle pieghe dei teli di canapa tessuti a mano al telaio. E dopo il pane, quando il calore era meno forte, dentro le teglie di alluminio con le "pizze dolci",il pan di spagna. Era in questa occasione che mia zia preparava a noi bambini le pizze con il pomodoro fresco e il primo sale…un sapore mai dimenticato!
    La tua focaccia è ottima!
    Un bacio

  • Reply Paola 24 marzo 2013 at 21:39

    Oggi anche per me è una giornata in cui affiorano i ricordi e vorrei anche io solo poter ascoltare! Bella la tua focaccia, complimenti! Un abbraccio cara

  • Reply kiara 24 marzo 2013 at 21:57

    Mary… mi hai fatto venire una voglia!!!

  • Reply Doris 24 marzo 2013 at 22:06

    ..quando ero piccina il mio nonnino passava pomeriggi interi a regalarmi i suoi racconti di quando era ancora ragazzo, lui che aveva fatto la guerra e che da quella esperienza era rimasto segnato in maniera indelebile…io rimanevo a bocca aperta, e non mi importava risentire più volte lo stesso racconto, al contrario.. Adesso che lui non c'è più e che il suo ricordo riaffiora nel cuore prepotente mi tengo stretta la memoria di lui e di quei pomeriggi trascorsi insieme..
    E' sempre bello leggerti..
    un abbraccio

  • Reply simona 24 marzo 2013 at 22:11

    Bentornata mary:* io non ho mai conosciuto nessuno dei miei 4 nonni… è una fetta di vita che mi manca… in compenso ho una zia, sorella della mia mamma, più grande di lei di 12 anni che per noi era (è) un pò il punto di riferito, sostituta di quella (quei) nonni che non abbiamo mai avuto.. ecco. anche lei raccontava storie e preparava focacce… :) la tua è proprio splendida e io devo iniziare a utilizzare questi licoli!!!:) un abbraccio grande e buona serata:***

  • Reply Francesca P. 24 marzo 2013 at 22:18

    Il cibo che si unisce ai ricordi è diverso. Lo senti che è speciale, che è nostro, che il condimento principale è la tenerezza…

  • Reply valeria fusco 24 marzo 2013 at 22:46

    Mary, ci sono dei giorni in cui sento il vuoto intorno e non ho voglia di scrivere nulla, non mi forzo. Ci sono i giorni così in cui avresti voglia che qualcuno si prendesse cura di te. Proprio come un nonno.
    Baci

  • Reply La firma cangiante 24 marzo 2013 at 23:08

    Fantastici gli Smiths, e dire che per quasi tutta la mia vita non li ho ascoltati. Se vuoi ascoltare qualcosa, sempre che ti garbi, ho appena postato un'infornata di punk rock :)

  • Reply George 24 marzo 2013 at 23:10

    Che fame che mi fai venire a quest'ora … e ora, che faccio?

  • Reply Tiziana M 24 marzo 2013 at 23:31

    sull'argomento nonno in questo periodo sono un po sensibile, certi ricordi son sempre belli!!! la focaccia poi, è una di quelle cose che mangerei in qualsiasi momento e non mi stanca mai, davvero mai!!!! meraviglia tesoro!!! un bacino

  • Reply Dolcemeringa Ombretta 25 marzo 2013 at 5:54

    Mary che bello ascoltare le storie… mio nonno me raccontava tante e la mia fantasia partiva….
    a me anche da grande fa felice una focaccia e' qualcosa che mi coccola, e le tue sono sempre fantastiche!!!
    buon inizio settimana amor:****

  • Reply Dana Ruby 25 marzo 2013 at 8:12

    Anche per me è un periodo di black out…pubblico solo perchè era tutto bello e pronto da un mese e devo solo premere un bottone! Ti capisco, ma ogni tanto è bello restare ad ascoltare e farsi trasportare dai ricordi baci!

  • Reply Elisa 25 marzo 2013 at 9:13

    Capita molto spesso anche a me di ritrovarmi senza parole per aprire un post, anche perché difficilmente parlo di me, quindi se non ho qualche aneddoto carino, non sempre ho voglia di scrivere chissà cosa :)
    Anche io ho un bel ricordo dei racconti dei miei nonni, in particolare della mia bisnonna materna che ripeteva sempre le stesse cose e io la ascoltavo ogni volta di più sempre con grande interesse e piacere, e di mio nonno paterno che amava parlare tanto, proprio come me :)
    Ti abbraccio e mi prendo una fetta di questa meraviglia! :*

  • Reply Anonimo 25 marzo 2013 at 9:30

    …..carissima…..è bello anche ascoltare il tuo silenzio….magari seduta vicino a te nell'angolino …..tante volte le parole sono superflue….ma il linguaggio del cuore…quello no!!!
    Un abbraccio
    Tina

  • Reply il monticiano 25 marzo 2013 at 9:34

    Volevi una favola, eccoti accontentata, la scrissi anni fa per una nipotina:

    IL NOME
    Nonno Aldo viene dall’ospedale dove la sua unica figlia, soltanto due ore fa, ha dato alla luce una bambina. Non è nulla di sensazionale considerato che di bambini ne nascono tutti i giorni anzi tutte le ore, ma lo è invece per lui ed è una notizia che vuole far sapere subito ad amici e parenti e quindi si precipita a casa. Non è stato il solo ad attenderequesta nascita, però lui, camminando su e giù per il corridoio, si è sentito molto agitato, anche se non c’era di che preoccuparsi, ed anche eccitato. Sarà perché è la prima volta che diventa nonno.
    E poi anche perché sua figlia, appena uscita dalla sala parto, gli fa “conoscere” la dolce creatura e gli chiede una cosa che deve pure sbrigarsi a fare. Lei, appunto sua figlia e lui, suo marito e quindi la mamma ed il papà, hanno deciso di comune accordo che è lui, suo nonno, a dover scegliere il nome da dare alla loro bambina. Una bella responsabilità perché non è affatto una cosa semplice. Quindi, appena giunto a casa, dopo aver fatto numerose telefonate per far sapere la lieta novella a tutti, si mette a pensare quale nome dare alla sua nipotina. Già, adesso ha una nipotina. Riflette a lungo ma tutti i nomi che gli vengono in mente, per un motivo o per altro, non sono di suo gradimento e pensa che non lo sarebbero neppure per i novelli genitori. Prende un calendario e lo scorre dal mese di gennaio a quello di dicembre:di nomi ve ne sono una infinità però non lo soddisfano, con tutto il rispetto per chi si chiama Albina,Bibiana,Cunegonda, Ermenegilda o Genoveffa. Allora si dice a sé stesso: “adesso elenco tanti nomi per ordine alfabetico, qualcuno lo troverò certamente”. Inizia con Alessandra, Barbara, Cristina, Donatella, Eleonora, Federica niente da fare.Tutti bei nomi per carità ma…non sa il perché non gli sembrano appropriati. Eppure soltanto due ore fa era così contento che quasi scoppiava per tanta felicità e tanta……Un momento!!! Eccolo trovato! Basta ricordare quello che ha provato, un’immensa GIOIA!…Ha deciso! Questo è il nome che darà alla sua nipotina. Se quando sarà grande vorrà sapere come mai porta quel nome vorrebbe essere lui a spiegarle perché.

    Un caro saluto,
    aldo.

  • Reply Kappa in cucina 25 marzo 2013 at 10:03

    Io il nonno non l'ho mai avuto è sempre avuto una sola nonnina era la mia nonna, la classica nonna italiana, piccolina e sempre con le mani in pasta. Chiacchere (da mangiare) a volontà in ogni giorno dell'anno. Gnocchi fatti in casa. Torte di mele che riempivano di un profumo delizioso la casetta. Ravioli che facevamo in abbondanza tutti da surgelare per l'anno…
    La mia nonna, la mia amica, io il suo bastone, 10 anni fa un male alla testa ha iniziato a toccare la sua memoria, le facce e i nomi non erano più gli stessi per le e i suoi racconti sfumati….. Lei che il 30 12 2011 se ne è andata mi ha dato la spinta per inziare un anno con un posto mio, il mio blog….Amo la mia nonna…donna saggia che mi protegge….
    Ti ho presentato brevemente lei…
    Ti lovvo! buona giornata

  • Reply Dolci a gogo 25 marzo 2013 at 10:13

    Ci sono momenti in cui si vorrebbe davvero scollegare il cervello e starsena da soli e non riuscire nemmeno a parlare ma per fortuna sono solo momenti perchè vivere e pensare rendono la nostra vita molto più piena!!Questa focaccia è davvero uno spettacolo!!!bacioni,Imma

  • Reply Lina 25 marzo 2013 at 10:34

    Cara Mary, a volte capita di sentirsi così….allora io non dico niente e ti lascio questa canzone, sperando che ti faccia piacere ascoltarla ^_^

    http://www.youtube.com/watch?v=SImXMQBX5-k

  • Reply Roberta 25 marzo 2013 at 11:25

    Cara Mary, anche io in questi giorni sono a corto di parole e mi sembra di vivere in una specie di risacca emotiva.
    Ma voglio lasciarti un mio regalo, consegnandoti queste immagini e queste parole che ho visto stamani, e che il tuo post mi ha subito rievocato: http://stevemccurry.wordpress.com/2013/03/24/gift-of-grandparents/
    Un abbraccio garnde grande!

  • Reply Emanuela - Pane, burro e alici 25 marzo 2013 at 11:32

    Cara Mary, anche io ripenso sempre con molto nostalgia ai miei nonni! Più passa il tempo e più sento la loro mancanza!
    La tua focaccia è davvero bellissima e le tue foto mi incantano sempre con i loro colori!
    Un bacione bella e dolce ragazza!

  • Reply Berry 25 marzo 2013 at 11:40

    Mary…quando verrò a trovarvi a casa tua, perchè verrò, sappilo, me ne prepari una così? E poi parliamo. Parliamo di tutte le parole che non ti vengono, delle storie lasciate a metà, dei momenti che avresti voluto allungare e dei ricordi. E poi mi racconti di tuo nonno Ciccillo, che solo il nome mi fa simpatia!

  • Reply MissWant 25 marzo 2013 at 11:48

    questa focaccia è meravigliosa, un aspetto invitantissimo! che te lo dico a fare? ;)

  • Reply Ros Mj 25 marzo 2013 at 12:05

    Sono tante le volte in cui ho più voglia di rimanere sola con i miei pensieri che di parlare. Il pensiero ricorrente in questi giorni è il cambiamento. Delle persone nel trascorrere degli anni e di come una vita possa cambiare. Che coincidenza…o meglio, che sintonia Mary. In questi due post (questo e il precedente) hai toccato due argomenti su cui mi sto soffermando da giorni. Ti racconto questo: ho ritrovato un'amica, dei tempi del mio lavoro all'Università. Ci frequentavamo poco allora al di fuori dell'ufficio ma chiacchieravamo parecchio e per alcuni mesi abbiamo condiviso anche la stessa stanza. A quel tempo eravamo molto diverse entrambe e ci sembrava di non condividere tantissimo. Poi ci siamo allontanate quando abbiamo perso il lavoro. Nessuna notizia di lei per cinque anni. Poi mi arriva su Fb la sua richiesta di amicizia. Abbiamo iniziato a chattare e a raccontarci le nostre nuove vite e indovina? I nostri reciproci cambiamenti, crescite personali, ci hanno avvicinato moltissimo. Ora ci siamo riscoperte molto più simili del passato e forse è più corretto dire che ci siamo trovate, più che ritrovate :-). Stiamo aspettando con ansia il giorno per rivederci e parlare da vicino, dopo tante ore trascorse su Fb a dirci le novità, i progressi, i nostri sogni, le nostre speranze per il futuro.
    Ecco, hai chiesto di raccontarti qualcosa. Ti lascio il pensiero di come le cose cambino nella vita e spesso in meglio :-). Da te prendo le immagini di questa splendida focaccia e il ricordo dei tuoi dolci nonni. Ti abbraccio forte

  • Reply Ilaria 25 marzo 2013 at 12:32

    E chi può resistere alla focaccia? Io no di sicuro!!!
    E se poi è fatta con il lievito madre significa che ne posso mangiare anche un pezzo in più perché non avrò sicuramente difficioltà a digerirla.
    Quindi doppia razione per me tesoro!!
    Complimenti per il reportage da Barcellona.
    Un bacio.

  • Reply Enly 25 marzo 2013 at 12:52

    Sono più di pizza che di focaccia : ) anche se una facaccina con le cipolle… ; D

  • Reply Ale 25 marzo 2013 at 13:19

    IO SONO TIPA DA FOCACCIA E QUESTA E' FANTASTICA…

  • Reply Valentina 25 marzo 2013 at 14:10

    Tesoro, mi sono emozionata… tanto. Anche a me capita di voler solo ascoltare, capita di non avere nemmeno voglia di pensare… I nonni sono un tesoro, un tesoro che io porto nel cuore. Mio nonno si chiamava Giuseppe ed era tanto bello, magro, con dei bellissimi baffi bianchi. Mi raccontava tante storie e mi comprava sempre i tarallini pugliesi, quelli all'olio d'oliva e vino bianco… erano la mia coccola :) … in casa mia non mancano mai <3 Ti abbraccio forte amica mia… e prendo un pezzo di questa meravigliosa focaccia… ti voglio bene :** Buona settimana <3

  • Reply luoghinonluoghi 25 marzo 2013 at 14:59

    meravigliosa

  • Reply monica 25 marzo 2013 at 15:10

    mi immagino quelle mani forti e affettuose, che attraverso il cibo trasmettevano tutto l'amore possibile. E ci credo che eri felice con una focaccia cara Mary, anche io è l'unica cosa davvero l'unica alla quale non so dire di no. baci e a presto mony

  • Reply Sandra M. 25 marzo 2013 at 15:16

    Ah, i nonni. La mia aveva , come la tua, una forza sovrumana nelle braccia: impastava a mano quantità che io non riesco a sollevare e "tirava" sfoglie tonde,trasparenti e dai bordi intatti. Mai imparato a fare altrettanto. A te come a me hanno lasciato eredità preziose. Spero per me e auguro a te di poter fare altrettanto per i nostri nipoti.
    Questa tua focaccia ha tutto l'aspetto e il sapore delle belle giornate con i tuoi nonni.

  • Reply Le Dolcissime Creazioni 25 marzo 2013 at 16:36

    Sai Mary anche a me certe volte mi capita di non avere voglia nè di pensare nè di prlare… credo sia fisiologico, certe volte..
    questa focaccia è stra-bella…le immagini invogliano decisamente a rubarne un pezzetto se non fosse per lo schermo…
    Divina!
    Baci
    Federica

  • Reply faustidda 25 marzo 2013 at 16:38

    bisogna che "mi dia" al licoli anch'io… visti i risultati! Mi sono un po' arenata sul lievito madre e non so perché non ho voglia di trasformarlo in licoli.
    Insomma, che dire di questa focaccia? E' bellissima anche per me, che eppure non la "investo" di tutti i dolci ricordi con cui "la vivi" tu!
    Posso solo immaginarne il sapore e credo sia davvero delizioso. Un abbraccio

  • Reply CuorediSedano 25 marzo 2013 at 17:08

    Fantastica!!!
    Immagini che rendono bene l'idea di quanto sia ben riuscita e buona.
    Bye

  • Reply Emma Mon 25 marzo 2013 at 18:32

    E quasi ora di cena e io leggo il tuo post, la tua ricetta, non sai che fame… buonissima la tua focaccia.
    A volte anche il silenzio è prezioso. Un abbraccio.

  • Reply Monique 25 marzo 2013 at 22:26

    Cavoli questo licoli è diventato bello attivo … che meraviglia questa focaccia!!!
    Pura poesia densa di ricordi e bontà con quei pomodorini profumati e le olive … mi stà venendo fame!!
    Hai ragione che non sempre si ha voglia di parlare … bisogna sempre seguire quello che ci si sente dentro, in ogni momento e senza problemi!!! Un bacione!!!

  • Reply Serena S. Madhouse 26 marzo 2013 at 12:08

    Non mi piacciono gli Smiths ma per la tua focaccia farei follie!
    a volte anch'io resto muta di fronte allo spazio vuoto, e il bello del blog è che ci puoi mettere una foto, una canzone, una ricetta..invece il foglio di carta è più crudele…
    ma anche lo spazio bianco e l'impossibilità di riempirlo sono pur sempre emozioni vive..

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